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Quotidiano di Sicilia

La Sicilia sposa la tecnologia mobile
di Patrizia Penna

Giuseppe Rugolo ed Andrea Romano si occupano della progettazione e commercializzazione di accessori per tablet e smartphone. La start-up Smarter nasce dalla passione per l’innovazione di due ingegneri gestionali etnei 

Tags: Giuseppe Rugolo, Andrea Romano, Smarter



CATANIA - Sono i giovani che si rimboccano le maniche il vero “volto” della Sicilia, quello che ci piace di più e di cui andiamo orgogliosi. Sono i giovani che non si piangono addosso, quelli che di fronte ad una crisi occupazionale senza precedenti, il lavoro se lo creano da soli con fatica, impegno…ed ingegno. Anche i due trentenni catanesi Andrea Romano e Giuseppe Rugolo, ingegneri gestionali, rientrano nella fitta schiera di siciliani che hanno da tempo abbandonato la chimera del posto fisso, facendo piuttosto del merito e delle competenze il proprio biglietto di ingresso sul mercato del lavoro.

Come nasce Smarter?
“Smarter si occupa della commercializzazione di accessori per Smartphones e Tablets. Curiamo anche tutte le fasi precedenti la commercializzazione (solo la produzione e il controllo qualità preliminare vengono demandati all’estero). In fase di progettazione cerchiamo di dare risposta alle esigenze di tutti i consumatori introducendo anche nuove funzionalità a prodotti già in mercato o progettandone dei nuovi. Smarter srls nasce dunque dalla passione per l’innovazione e la tecnologia mobile, condivisa dagli attori che hanno preso parte al nostro ambizioso progetto. Andrea si occupa della parte logistica e dell’approvvigionamento ed io della rete commerciale e dei rapporti coi clienti. Questi naturalmente non sono gli unici compiti da assolvere, il progetto lavorativo che abbiamo realizzato spazia dall’amministrazione alla progettazione, fino ad arrivare al marketing, operazioni che vengono portate avanti con l’ausilio di poche collaborazioni esterne, tra le quali ci piacerebbe citare Daniela Scamporrino per la parte grafica e creativa e Antonio Carnabella per quella fotografica, senza la loro preziosa collaborazione oggi avremmo una percezione del brand inferiore”.

Qual è il vostro elemento di forza?
“Ci piace in particolar modo curare i dettagli: dalla confezione al prodotto contenuto, tutto è studiato avendo come fine ultimo la soddisfazione dell’utilizzatore finale e dei nostri clienti diretti che fanno da rivenditori; eseguiamo il controllo qualità pezzo per pezzo, i prodotti sono designed e confezionati in Italia per garantire una percentuale di difettosità praticamente inesistente. Il nostro motto è Wetechcare, un gioco di parole tra we take care, “ci prendiamo cura” e tech, tecnologia (ovvero, tramite i nostri accessori, ci prendiamo cura della tua tecnologia). Abbiamo anche un’intera collezione , la Antishock, dedicata a questo aspetto”.

Qual è il vostro fatturato?
“E’ un dato che non si può analizzare, essendo la nostra una start-up ed avendo iniziato la fase di commercializzazione a settembre dello scorso anno; un dato invece che ci piace sottolineare è quello relativo ai punti vendita che espongono il nostro line up, ben 120 allo stato attuale tra Sicilia, Calabria e Sardegna. La nostra pagina Facebook conta oltre 1.700 “Mi piace” e sono circa 20 gli Smarter Corners che vendono i nostri accessori avendoli giudicati interessanti a livello commerciale per la loro attività nonostante non si occupino di Telefonia mobile. Contiamo di incrementare ulteriormente questi numeri, e per il 2014 abbiamo due obiettivi importanti: entrare nel mercato della grande distribuzione specializzata con le nostre collezioni di case e cover, inoltre vorremmo definire una partnership in esclusiva per il territorio italiano con una giovane start-up estera, aiutandola a penetrare il nostro mercato sfruttando il nostro brand-awareness e la nostra rete commerciale. Se tutto va come preventivato, presenteremo a breve una novità importante riguardante la sicurezza degli Smartphones, aspetto al quale siamo piuttosto legati e al quale abbiamo dedicato un’intera collezione prodotti”.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato?
“Tra le difficoltà più grandi citiamo sopratutto quella nell’incontrare i clienti della grande distribuzione specializzata: in quest’ambiente ci sono  alcuni gruppi siciliani, realtà importantissime, con una presenza capillare di punti vendita sul territorio, con i quali non abbiamo ancora avuto il piacere di interfacciarci; inutile soffermarsi su quanto sarebbe importante, per una startup giovane come la nostra, ricevere i loro feedback ed i loro commenti, rimaniamo comunque speranzosi. Fortunatamente, ci sono altre realtà più piccole, con flussi in uscita nettamente inferiori, che però ci hanno permesso di lavorare fin da subito, ci hanno ascoltato e si sono lasciati trasportare dalla passione che mettiamo nel nostro lavoro. Altre difficoltà che abbiamo dovuto fronteggiare riguardano problemi atavici per il nostro Paese: burocrazia, fisco, dogana, tasse e mancanza di fondi”.

Per ulteriori informazioni:
www.smartersrl.com
https://www.facebook.com/pages/Smarter-srls/463811727011280

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giuseppe Rugolo
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Andrea Romano
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