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Energia, escludere il nucleare a Termini
di Carlo Alberto Tregua

Niente bomba atomica a Priolo

Tags: Energia, Nucleare



L’opinione pubblica del triangolo della morte (Priolo-Augusta- Melilli) è fortemente allarmata per il fatto che è calato il silenzio sul progetto del rigassificatore. Di solito, sotto la cenere il fuoco cova. Poi l’incendio scoppia, cogliendo la gente di sorpresa.
Ciò non è consentito ed è per questo che siamo tornati sulla questione con l’assessore Marco Venturi, quando è venuto al nostro forum pubblicato il 30 luglio scorso. Non abbiamo ascoltato una sua netta posizione contraria, che è invece quella del Presidente della Regione, e questo ci preoccupa. L’installazione del rigassificatore a Priolo è richiesta dalla Ionio gas del gruppo Erg (famiglia Garrone). Non vediamo perché non pensino di insediare il rigassificatore in Liguria, ove non ci sono rischi di terremoto.
È noto, infatti, che vi è una previsione condivisa di un grande terremoto che dovrebbe colpire la fascia della Penisola e la Sicilia orientale, da Vibo Valentia a Portopalo, nel corso di questo secolo.

Se questo evento terribile dovesse verificarsi, già così com’è il triangolo della morte salterebbe per aria. Immaginate cosa accadrebbe se nello stesso territorio si aggiungesse l’enorme serbatoio di gas, oltre all’impianto industriale di rigassificazione tra i più grandi d’Europa. Come possa balenare l’idea a qualcuno di accennare a un simile impianto è incomprensibile, se non per la pressione che il gruppo industriale ligure fa, per perseguire i propri interessi  contrari a quelli della Sicilia.
La Regione deve comunicare all’opinione pubblica siciliana un “no” fermo e deciso. Lo diciamo noi che non siamo ambientalisti, né di sinistra, né di centro, né di destra.
La Regione dovrebbe anche procedere alla richiesta di rinnovo degli impianti di tutte le raffinerie esistenti, in modo da abbattere fortemente i veleni diffusi sullo stesso territorio. Non subordinata, ci sarebbe l’ipotesi di ridurre fino al 40% la produzione di raffinato di cui la Sicilia non ha bisogno.
 
L’altra questione riguardante l’energia è l’ipotesi del ministro Scajola di insediare una delle cinque centrali nucleari a Termini Imerese. Anche in questo caso le notizie vengono fatte circolare  sommessamente, in modo da fare abituare l’opinione pubblica siciliana all’idea, sbagliata per diversi motivi.
Primo: le centrali nucleari non si installano in riva al mare, ma in montagna. Secondo: la Sicilia non ha bisogno di produrre altra energia, visto che quella che produce è sovrabbondante, e ne esporta tra il 5 e il 7%. Terzo: il sito di Termini Imerese fa subito pensare che dietro a tutto questo ci sia la Fiat che non sa come fare per utilizzare in modo differente quel territorio.
Sembra che la multinazionale torinese abbia costituito un polo  che si occupa di nucleare, in modo da partecipare al business che si prospetta per la costruzione e gestione delle cinque centrali. Vi è anche un altro polo, costituito da Enel e Electricité de France (EdF).

Anche su questa ipotesi il Governo regionale deve dire un “no” forte e chiaro, perché non è interesse della Sicilia aumentare la produzione di energia, bensì servizi avanzati e turistici, cioè attività ad alta intensità di manodopera qualificata e competente e ad alto valore aggiunto.
Il terzo “no” forte e chiaro dev’essere dato agli impianti eolici che deturpano fortemente i paesaggi e non occupano di fatto manodopera (basta un solo manutentore per 30 aerogeneratori).
Abbiamo sentito il presidente Lombardo sulle tre ipotesi prospettate. Ha sempre messo avanti l’interesse dei siciliani, ma lo ha fatto con toni morbidi e felpati. Ne comprendiamo la ragione. Tuttavia, non è consentito di lasciare spiragli entro cui i nuovi conquistatori della Sicilia potrebbero infilarsi per danneggiare le nostre popolazioni e il nostro territorio.
In questa direzione dev’essere compatta la squadra di governo, maggioranza ed opposizione.

Articolo pubblicato il 19 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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