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Legge elettorale: sotto il 35% c’è doppio turno
di Redazione

Il leader del Pd accelera: “Ok in prima lettura al Senato entro il 25 maggio”

Tags: Matteo Renzi, Legge Elettorale



ROMA - Doppio turno di coalizione. È la novità del Pd sulla legge elettorale che Renzi proporrà alla Direzione del partito. Se nessuna coalizione ottiene il 35%, le prime due andranno al ballottaggio per il premio del 15%. “Invito gli esperti a leggere le carte prima di commentare”, avverte il segretario che va poi al Viminale per incontrare Alfano. Sì al doppio turno da Quagliariello: “Assicurerebbe governabilità e democraticità”. Resta il nodo del diritto di scelta degli elettori. La minoranza del Pd è per le preferenze. Sc e Popolari chiedono un vertice di maggioranza. Grillo attacca: “Renzi è uno showman, se ne frega del Paese”, col Cav un “Pregiudicatellum”.

“Paradossalmente quello che è in discussione non è semplicemente una modalità con cui stiamo insieme, noi stiamo discutendo di qualcosa in più: stiamo cercando di recuperare la dignità perduta''. dichiara Matteo Renzi alla Direzione Pd avviando la discussione sulla legge elettorale.

“Dopo poco più di un mese proponiamo un accordo su cui chiediamo un voto della direzione e che trasferiamo ai gruppi parlamentari. Il Pd dice agli italiani: questa è una proposta concreta che si può realizzare con tempi certi” continua. “È arrivato il momento di far vedere che la politica non è solo discussione” perché se la politica smette di fare politica a si mette a “discutere, discutere e discutere smette di essere politica e diventa bar sport. Dobbiamo decidere se essere politica o bar dello sport”. “Il 15 febbraio la segreteria andrà a chiudere il pacchetto della proposta sul superamento del Senato e avremo 20 giorni per discutere con altri partiti. Nella seconda meta di febbraio presenteremo il ddl costituzionale per arrivare all'ok in prima lettura al Senato entro il 25 maggio”.
 
“Sul Senato - spiega Renzi - mettiamo paletti condivisi con il principale partito dell'opposizione, Fi, e sono il superamento del bicameralismo perfetto, ovvero la fiducia spetta solo ad una Camera e c'è l'eliminazione dell'elezione diretta dei membri e l'indennità. E questo ha ricadute evidenti nel numero dei parlamentari ed è un segnale nella battaglia contro l'antipolitica perché Grillo non lo asciughi con gli algoritmi ma con la politica. Potremo dire agli italiani che la prossima volta non voteranno più per il Senato”. “Grillo ha detto che sono uno showman, detto da lui è un complimento. Dico al collega showman: fino a quando continuerai ad abusare dell'intelligenza dei tuoi” che lanciano “grida di dolore” perché l'M5s “si è autorecluso nel blog?”. E ancora, “fino a quando continuerai a perdere occasioni su occasioni” e a “fuggire”?

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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