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Quotidiano di Sicilia

Catania - Riqualificare Corso dei Martiri: è da un secolo che si aspetta
di Melania Tanteri

Problemi sociali mentre ha subito una frenata il rivoluzionario progetto urbanistico nel quartiere. Fallito lo “sgombero soft” di Stancanelli. Tutta l’area è sprofondata nel degrado

Tags: Catania, Corso Dei Martiri, Enzo Bianco



CATANIA - Poteva finire in tragedia, fortunatamente scongiurata, l'incendio scoppiato in una delle fosse di Corso Martiri della Libertà, ferita ancora aperta nonostante i recenti annunci di una prossima riqualificazione, attesa da oltre un secolo. Il rogo ha riacceso i riflettori su una situazione di degrado inaccettabile, che si pensava superata dopo lo sgombero soft effettuato dalla passata amministrazione comunale. Sebbene le fosse fossero state svuotate dai quasi cento bulgari che vi avevano costruito all'interno una vera e propria baraccopoli, infatti, le case in lamiera e cartone sono ancora presenti. Decine di cittadini, in prevalenza di nazionalità bulgara, che hanno scelto di non abbandonare i propri ricoveri, rifiutando l'offerta del presidio leggero, composto da numerose associazioni di volontariato.

“Alcuni - ha spiegato l’assessore al Welfare Fiorentino Trojano - hanno preferito rimanere in alcune baracche scampate all'incendio perché là si trovano tutti i loro averi. È stato stabilito però – ha aggiunto - che saranno trasferite nei prossimi giorni, così come d’altronde era stato programmato nell'ultima riunione del Presidio Leggero delle associazioni di volontariato, in abitazioni più consone. L’altra possibilità presa in esame – ha continuato Trojano - è quella di aiutarli nelle procedure di rimpatrio”.

Ma la tragedia sfiorata giovedì notte ha anche riporatto attuale il dibattito sul futuro delle vaste aree in pieno centro città di cui nulla si sa, dopo l'operazione di recinzione che aveva acceso le speranza non solo dei residenti, ma dei catanesi tutti, di vedere sanata una zona degradata da decenni. “L’intervento di riqualificazione della zona di Corso dei Martiri è per l’amministrazione una priorità – ha affermato il sindaco Bianco, commentando l'incendio. L'intenzione manifestata dall'assessore all'Urbanistica, Salvo Di Salvo, è quella di chiedere ai proprietari delle aree di occuparsi della pulizia, della recinzione e della sorveglianza. Per quanto riguarda, invece, l'iter per vedere i cantieri avviati e le ruspe al lavoro, questo sembra essersi arenato: le società private avrebbero infatti solo presentato i progetti relativi alle opere di urbanizzazione, ma nessuno relativo al resto delle costruzioni. Una fase di stallo che sembrerebbe dovuta all'andamento del mercato che non invoglierebbe ad avviare progetti di importo milionario come quello relativo a Corso Martiti della Libertà.

Priorità dell'amministrazione torna comunque la risoluzione del problema delle baracche. Il vice sindaco Marco Consoli ha contattato le imprese proprietarie degli spazi perché si proceda contestualmente a una bonifica e a una messa in sicurezza dell’area. “Bisogna evitare – ha detto il primo cittadino – che altri disperati cerchino di trovarvi ricovero. Il Comune di Catania vorrebbe fare di più in quest’ambito, ma le risorse sono troppo esigue. Purtroppo il fenomeno delle baraccopoli di disperati affligge tutte le città italiane. Ecco perché avevamo già avviato, insieme con le associazioni di volontariato, un piano per far abbandonare progressivamente di questo luogo pieno di rischi, in cui per un braciere acceso si può perdere la vita. Adesso il piano dovrà subire un’accelerazione. Contemporaneamente- ha concluso Bianco bisognerà velocizzare la riqualificazione dell’area di Corso dei Martiri”.
 


“La polvere nascosta sotto il tappeto”

CATANIA - Molte le reazioni al rogo scoppiato all'interno di una delle fosse di Corso Martiri della Libertà, all'interno della quale vivevano 37 famiglie. Secondo il consigliere comunale di opposizione, Vincenzo Parisi, l'amministrazione Bianco avrebbe avuto la responsabilità di essersi dimenticata del problema per risolvere il quale, la passata amministrazione guidata da Raffaele Stancanelli, aveva tracciato la strada. “La precedente Giunta da tempo aveva lanciato un piano di recupero per una zona, in pieno centro cittadino, che rappresenta una ferita aperta per l'intera città – ha affermato Parisi. Un progetto di interventi – ha proseguito - messo colpevolmente da parte dall'amministrazione Bianco che solo ora, con i resti del rogo ancora fumanti, lancia proclami sulla priorità del recupero di Corso dei Martiri. Da anni- ha continuato il consigliere comunale - i lavori di sviluppo dell'area sono stati appaltati ma finora non è stato dato il primo colpo di piccone. Un temporeggiare che oggi Palazzo degli Elefanti non si può più permettere – ha sottolienato - perchè il degrado, l'abbandono e l'incuria della zona sono sotto gli occhi di tutti”.

Il problema, per l'esponente de La Destra ed ex consigliere comunale Manfredi Zammataro, andrebbe affrontato secondo un'ottica più ampia. “La presenza dei nomadi a Catania – ha detto - va governata con spirito di solidarietà ma anche nel rispetto delle regole. Evitare il problema o rinviarlo di volta in volta è come nascondere la polvere sotto il tappeto”. Zammataro propone di gombrare le quattro baraccopoli abusive e concentrare i nomadi in un solo campo di transito, dotato di acqua corrente, energia elettrica e servizi igienici, e di procedere a reipatriare quei cittadini che, dopo tre mesi, non dimostrino di avere un'occupazione. Secondo l'esponente de La Destra, a Catania servirebbe quello che è già stato realizzato in molte altre città italiane, cioè un vero e proprio “Piano Nomadi”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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