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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Gli impianti di energia da Rsu? Una realtà distante anni luce
di Gaspare Ingargiola

Il capoluogo sconta gravi problemi nella gestione dei rifiuti ma non pensa a emulare i modelli europei. Posizione attendista dell’amministrazione Orlando: prima la differenziata, poi si vedrà

Tags: Palermo, Rifiuti, Rsu, Leoluca Orlando, Giuseppe Barbera



PALERMO – Prima di qualsiasi impianto, prima di qualunque tipo di sfruttamento energetico dei rifiuti, bisogna portare al massimo la raccolta differenziata. Solo a quel punto si punterà sul recupero energetico dei rifiuti partendo dalle biomasse. È questa, in sintesi, la linea programmatica sullo smaltimento dei rifiuti che il Comune di Palermo intende seguire nei prossimi anni secondo quanto dichiarato dal sindaco Leoluca Orlando e dall’assessore all’Ambiente, Giuseppe Barbera.

Secondo i piani dell’amministrazione prima bisognerà completare gli ultimi passaggi burocratici per il passaggio degli operatori ecologici dall’Amia alla Rap, così da mettere la nuova azienda in condizioni di piena operatività. Il secondo step sarà la discussione in Consiglio del nuovo contratto di servizio, che includerà anche la raccolta differenziata porta a porta. Tra febbraio e marzo, stanti gli accordi di piazza Pretoria con la Regione Siciliana e con il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Marco Lupo, dovrebbe partire Palermo differenzia 2, che servirà con il porta a porta altri 130 mila abitanti della costa Sud da Romagnolo ad Acqua dei Corsari e di centro storico, Borgo Vecchio, viale Strasburgo e zona Massimo-Politeama.

A proposito del commissario Lupo, il sindaco Orlando ha svelato un errore del governo nazionale che avrebbe potuto far precipitare ancora una volta nel caos la situazione della discarica di Bellolampo: “A causa di un refuso – ha spiegato – il decreto milleproroghe ha prorogato non l’incarico del commissario ma quello di una non meglio precisata società in liquidazione coatta amministrativa che in realtà non esiste”.

“Con un’apposita ordinanza, la 191 – ha continuato Orlando – ho immediatamente provveduto a prorogare io stesso i poteri commissariali di Lupo fino al 31 gennaio, altrimenti da febbraio la Rap non avrebbe più potuto conferire i rifiuti a Bellolampo. Se il governo non correggerà il suo errore, proseguirò in via autonoma con altre proroghe”.

Restituito alla sua carica, Lupo potrà studiare insieme all’amministrazione del capoluogo la possibilità di estendere ulteriormente la raccolta differenziata: “È nostra intenzione – ha affermato l’assessore Barbera – inserire nel bilancio le risorse per far partire Palermo Differenzia 3, che raggiungerebbe altri 130 mila abitanti per un totale di 390 palermitani”.

Una volta che la differenziata sarà entrata a pieno regime, con la gestione commissariale si potrà passare a una seconda fase del riassetto nello smaltimento dei rifiuti: quella dell’impiantistica, che a Palermo (e in Sicilia) è particolarmente deficitaria, dato che si continua a puntare solo e soltanto sullo sversamento in discarica. “Per quanto riguarda gli usi della frazione organica o delle biomasse – ha spiegato Barbera – grazie alla ristrutturazione in atto a Bellolampo a ottobre potremo avviare un primo impianto di compostaggio. Nel frattempo analizzeremo il flusso dei rifiuti per capire se è più utile sfruttare le biomasse per compost o per uso energetico”.

Una posizione attendista, quella sugli impianti, che privilegia la differenziazione a monte dei rifiuti e che l’assessore aveva già ribadito in passato. “Un termovalorizzatore – si legge in una nota dello stesso Barbera di qualche tempo fa - sarebbe una soluzione compatibile, in termini ambientali, energetici, economici, solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti. In questo modo solo una porzione minima dei rifiuti dovrebbe finire in discarica o potrebbe essere incenerita con recupero di energia. L’esperienza europea, anche in grandi città e anche con impianti ubicati nei centri abitati, è finora rassicurante sui ridotti impatti sanitari, ma tali esperienze sono legate a politiche complessive di gestione dei rifiuti che si basano innanzitutto su riduzione, riuso e riciclo”.

Come dire, al di la dei termovalorizzatori – già vecchi e superati da decenni per ciò che concerne lo sviluppo di tali tecnologie – l’esperienza europea, fatta di impianti di produzione di energia tramite Rsu può essere emulata solo tramite politiche di gestione dei rifiuti che, allo stato attuale, in quest’angolo della Sicilia sembrano ancora lontanissime.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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