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Fondi a pioggia nella Finanziaria, così è stata riesumata la Tabella H
di Redazione

In attesa del responso del commissario dello Stato sulla Legge di stabilità sicula, non si placano le polemiche per i 261 milioni di euro destinati agli Enti più svariati. Legambiente: "Siamo indignati". Ecco dove finiscono i soldi

Tags: Finanziaria, Tabella H, Legambiente Sicilia, Mpa-Pds, Roberto Di Mauro, Rosario Crocetta, Le Bugie Di Crocetta, Fondi A Pioggia, Clientele, Regione Siciliana



A volte ritornano. Se qualcuno pensava di essersi liberato per sempre della famigerata Tabella H, cioè l’elenco di Enti e associazioni finanziati puntualmente ogni anno da mamma Regione, si deve ricredere.
 
Lo scorso agosto Rosario Crocetta dichiarava: “Finalmente abbiamo abolito la tabella H. È una grande conquista per il popolo siciliano. Sono molto soddisfatto per il via libera del Commissario dello Stato alla legge varata dall’Ars e voluta dal Governo regionale”.
 
Ma la conquista dei siciliani non è durata molto a lungo. All’interno della Finanziaria, da poco approvata e attualmente al vaglio del commissario Carmelo Aronica, è stato inserito l’allegato 1, cioè un nuovo elenco che prevede una spesa a pioggia di 261,1 milioni di euro destinati agli Enti più svariati. E se per alcuni il contributo ci può anche stare, per altri appare difficilmente giustificabile.
 
Le opposizioni sono tutte le furie. Dal Movimento cinque stelle agli autonomisti.“La tabella dei contributi inserita nel corso dell'ultima notte di dibattito sulla Finanziaria è in buona sostanza, al di là dei singoli beneficiari e delle bontà o meno dell'attività che i singoli soggetti svolgono, un aggiramento della normativa votata dall'Assemblea l'anno scorso per abolire la cosiddetta Tabella H”. È quanto afferma Roberto Di Mauro, presidente dei deputati regionali del Partito dei Siciliani MpA all'Ars, secondo cui si tratta quindi “di un fatto gravissimo sotto il profilo formale, visto che per altro questa nuova Tabella non è mai stata sottoposta al vaglio delle Commissioni di merito, e sotto il profilo politico perché in molti di quei contributi si nascondono rapporti clientelari, fondi a copertura di assunzioni, una totale discrezionalità delle scelte sia per quanto riguarda i beneficiari sia addirittura per l'ammontare dei contributi”.
 
Questa mattina è intervenuta anche Legambiente al riguardo. “Esprimiamo tutta la nostra indignazione per la mini tabella H, neanche tanto discreta, che si cela fra i tanti emendamenti approvati nella legge finanziaria. Siamo indignati perché continuano ad esserci disparità tra le tante realtà associative, molte delle quali allo stesso livello, considerato che ciascuno di essa ha dietro una legge ad hoc”. Lo dicono Mimmo Fontana e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente e direttore regionali di Legambiente Sicilia. “'Ci auguriamo che il Commissario dello Stato, tra le tante norme, cassi anche questa sorta di mini tabella H”, aggiungono.
 
Ma che cosa prevede l’allegato 1?
 
Si tratta di un elenco con ben 175 voci di spesa, con un palfond in calo rispetto allo scorso anno: meno 35 milioni di euro. Dentro c'è un po’ di tutto, a cominciare dal Cerisdi “riesumato” in aula, sebbene il governatore Rosario Crocetta volesse chiuderlo: all'ente per l'alta formazione vanno 400 mila euro. “Piace a molti deputati il Cerisdi nonostante organizzi banchetti di notte”, commenta amaro Crocetta.
 
Ecco alcune voci di spesa diffuse dall’Ansa dopo l’approvazione della Finanziaria:
 
- 8 milioni vanno per l'annosa liquidazione degli enti economici regionali Espi, Azasi ed Ems;
- 1,2 milioni alla Resais per il personale dell'ex Ente Fiera del Mediterraneo;
- 800 mila euro alle associazione cooperative;
- 12 milioni all'Irsap;
- 600 mila euro a istituti ecclesiali;
- 200 mila euro per il personale comandato;
- 2 milioni ai Consorzi fido per gli interessi su operazioni finanziarie;
- 300 mila euro ai consultori;
- 4 milioni per le Istituzioni di beneficienza;
- 1,8 milioni all'Unione italiana ciechi che riceve altri contributi sempre all'interno della tabella;
- 600 mila euro al centro Keller di Messina;
- 134 mila euro per le vittime del racket delle estorsioni;
- 520 mila euro alle associazioni antiracket;
- 2 milioni al Ciapi;
- 252 mila euro per il personale assunto con contratto di diritto estero nella sede di Bruxelles della Regione;
- 1,1 milioni alla Kore di Enna;
- 4,4 milioni ai consorzi universitari;
- 1,6 milioni all'associazione allevatori;
- 29 milioni ai consorzi di bonifica;
- oltre 2 milioni all'Istituto Vite e Vino;
- 12,8 milioni all’Esa e ancora soldi a pescatori, opifici, per le spese di esercizio di aziende pilota e dimostrative a carattere silvo-pastorale zootecnico e faunistico;
- 9 milioni ai talassemici;
- 14 milioni alle Università di Palermo, Catania e Messina;
- 8,5 milioni all'Arpa;
- 11 milioni a Enti parco e riserve (avremo finalmente l’Etna ripulita dal degrado?);
- 700 mila euro a Taoarte;
- 400 mila euro per le Orestiadi di Gibellina;
- 400 mila euro all’autodromo di Pergusa;
- 14,8 milioni al teatro Massimo;
- 5,1 milioni al teatro di Messina;
- 3,1 milioni al Biondo di Palermo;
- 693 mila euro all'Istituto per il dramma antico;
- oltre 580 mila euro ai teatri privati;
- 9,2 milioni alla Fondazione orchestra sinfonica;
- 184 mila euro al Brass group.
 

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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