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Messina - Riqualificazione urbana di Tirone tra rilancio e ‘tradimenti’ politici
di Francesco Torre

L’assessore De Cola: “La società è uno strumento, dobbiamo trovare il modo di usarlo al meglio”. L’amministrazione riattiva il progetto. Ma il suo movimento storce il naso

Tags: Messina, Tirone



Messina - “È intenzione dell’amministrazione far rinascere la Stu Tirone”. Dopo mesi di attese e di ambiguità, la Giunta comunale ha espresso finalmente, tramite l’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola, il proprio punto di vista in merito alla riqualificazione del quartiere Tirone e soprattutto al mantenimento della tanto osteggiata società di trasformazione urbana. Lo ha fatto dopo le sollecitazioni dell’ex amministratore delegato Francesco Cavallaro (l’autore del vecchio studio di fattibilità, costato 340 mila euro), e a margine, o a supporto, della nomina dell’avvocato Marcello Parrinello a nuovo presidente della Stu, imprimendo così una forte e decisa accelerazione verso la definizione di una trattativa con i privati interessati ai progetti, ma raccogliendo anche forti critiche da parte di gran parte dell’elettorato originario del sindaco Accorinti.

“Prendete una decisione”: questo l’invito che l’ex Ad della Stu Tirone Cavallaro aveva rivolto nei giorni scorsi alla Giunta Accorinti, lamentando mancanza di dialogo e paventando il rischio di perdere il finanziamento nazionale da 8,5 mln € già accordato.
La risposta, arrivata a stretto giro, è stata la nomina di Parrinello, firmatario della prima ora del manifesto accorintiano ma anche amministratore giudiziario “amico” di Francantonio Genovese. Una scelta che non ha trovato il consenso della base di Cambiamo Messina dal Basso, il movimento politico che ha portato il sindaco a Palazzo Zanca, ma che è sembrata a tutti andare nella direzione di una veloce dismissione societaria. Invece, piuttosto che dismettere, il Comune sulla Stu sembra proprio aver voglia di rilanciare. “La società di trasformazione urbana è uno strumento, come una pinza”, spiega De Cola. “E non si può essere contro una pinza a priori, l’importante è che non la uso per cavarmi un occhio. Dobbiamo sederci seriamente a tavolino per trovare il modo di usarla al meglio, per la riqualificazione dell’area”. Chi, invece, quella pinza vorrebbe gettarla nei rifiuti è la base nopontista, da sempre contraria all’esistenza stessa della Stu, che oggi interpreta la scelta dell’amministrazione come un tradimento. “Questa decisione evidenzia una crepa nella condivisione delle scelte”, ha commentato il consigliere di CMdB Gino Sturniolo. Ma l’unica scelta, finora, è stata quella di occupare una poltrona. Ora la Giunta dovrà spiegare alla città come intende utilizzare la “pinza”.


Finanziamenti. Altissimi interessi economici

Messina - Era il mese di agosto del 2013 e l’assessore Mantineo diceva: “La Stu va abrogata. È stato un brutto pasticcio, una brutta operazione, anche illegittima”. Anche il sindaco Accorinti era d’accordo: “Non abbiamo bisogno di trasformazione urbana ma di trasformazione umana”. Poi, però, ad ottobre, il vice sindaco Signorino andò in Consiglio a dire che la riqualificazione andava fatta, ma con una nuova progettazione. Ed oggi, ecco le affermazioni di De Cola. Cosa è successo in questi cinque mesi? Cosa ha determinato questo impensabile cambio di prospettive? Lo stesso, forse, che ha portato l’amministrazione ad adottare con forza l’idea della costruzione di una discarica a Pace, prima osteggiata? Impossibile dare una risposta sensata, a meno di non voler chiamare in causa l’oggettiva presenza in entrambi i casi di ingenti finanziamenti. Che fanno restare altissimi gli interessi economici, anche privati.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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