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Catania - Riqualificazione della Playa: la battaglia si gioca a Palermo
di Melania Tanteri

Mancherebbe la Vas e non vi sarebbe interesse pubblico. Per la società, invece, i vantaggi sono evidenti. Il ‘no’ di 27 associazioni. Che scrivono alla Regione: “Il progetto è illegittimo”

Tags: Catania, Playa



CATANIA - Nessun interesse pubblico e provvedimento illegittimo. Il comitato No Pua, di cui fanno parte 27 associazioni e che da tempo si batte contro la variante urbanistica Catania Sud, prosegue nell’azione di contrasto al progetto presentato dalla società Stella Polare per realizzare un centro polifunzionale alle spalle del viale Kennedy. I rappresentanti del comitato, infatti, hanno inviato al consiglio regionale per l’Urbanistica e all’assessorato regionale Ambiente e Territorio una nota con la quale chiedono “di non approvare la variante (urbanistica Catania Sud) e valutare, nell’interesse pubblico, la sussistenza dei presupposti per l’annullamento in autotutela della variante originaria”. Un’iniziativa che avevano già annunciato e che hanno illustrato la settimana scorsa nel corso di un incontro pubblico.

A prendere la parola sono stati, in particolare, Mimmo Cosentino, Giolì Vindigni e Nello Papandrea, che hanno illustrato le motivazioni inserite nel documento inviato a Palermo.

“Siamo convinti che il provvedimento sia illegittimo – ha spiegato Papandrea, uno dei legali del comitato - che non vi sia alcun interesse pubblico dietro il mega progetto, presupposto fondamentale per approvare la variante”. Aspetto, questo, evidenziato anche nella nota inviata alla Regione. “Appare, pertanto, evidente – si legge - che la proposta di progetto della ditta Stella Polare è del tutto difforme al Piano Urbanistico Attuativo “P.U.A. - VCS”, già approvato con decreto A.R.T.A. n. 468 del 07.06.2005. Ciò nonostante la Giunta comunale, invece di invitare la ditta a rivedere la propria progettualità per adeguarla all’impianto generale del Pua ed alle prescrizioni dell’Enac, fa propria la proposta della ditta Stella Polare, adducendo motivazioni di carattere generale collegate a flussi turistici non meglio quantificati”.

Stando a quanto denunciato dai No Pua, inoltre, ci sarebbero ancora tanti elementi di fondo incongruenti, ancora non risolti, come ad esempio la mancanza della Vas, la Valutazione ambientale strategica che, infatti, secondo il comitato renderebbe illegittimo il provvedimento. “Siamo di fronte a una devastazione – ha continuato Mimmo Cosentino – piuttosto che a una riqualificazione”.

Non così per i rappresentanti della società Stella polare, secondo cui la struttura non solo riqualificherà la zona Sud di Catania, ma servirà anche ad aumentare l’attrazione turistica della città etnea. Non solo: con la realizzazione del progetto, la città guadagnerebbe anche zone parcheggi e un parco urbano lineare, che Stella Polare si è impegnata a cedere al Comune. Il che dimostrerebbe l’assenza di volontà speculativa.

Questi, in ogni caso, alcuni numeri relativi al Pua. Il complesso immobiliare avrà sede in un’area di circa 120 milioni di mq: tra le strutture sono previsti un Palazzo dei Congressi, un acquario, un parco divertimenti e numerose strutture sportive. Stella Polare, secondo l’accordo, cederà al Comune di Catania il 40% del terreno di sua proprietà (pari a 523.542 metri quadri), su cui realizzerà a proprie spese alcune opere di urbanizzazione. Ora, la palla passa all’Assessorato regionale che dovrà esprimersi sulla richiesta avanzata dal comitato di non approvare la variante, di valutare nel rispetto dell’interesse pubblico, e di annullare in autotutela la variante originaria.

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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