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Giornata della memoria, anche la Sicilia non dimentica
di Giuseppe Patern├▓ di Raddusa

Non bisogna abbassare la guardia: da Palermo a Catania tante iniziative per commemorare la Shoah. Pochi giorni fa all’ambasciata israeliana a Roma recapitate tre teste di maiale

Tags: Giornata Della Memoria, Ebreo, Shoah, Auschwitz



PALERMO - Il titolo di questo articolo non inganni: è fondamentale - a distanza di sessantanove anni (era il 27 gennaio 1945) dalla liberazione del Konzentrationslager di Auschwitz, da parte delle truppe Sovietiche dell’Armata Rossa – non abbassare la guardia.

Gli ufficiali nazisti, pochi giorni prima, avevano scelto di ritirarsi; e l’irruzione in quello che è collettivamente ricordato come funesto luogo di morte e terrore svelò al mondo un orrore dal quale è ancora difficile liberarsi, tara culturale e storica di insopportabile peso.

Perché, a distanza di settant’anni, è dunque importante non abbassare la guardia? Perché fino a un paio di giorni fa l’ambasciata israeliana di Roma e il museo di Sant’Egidio (presso il quale è attualmente in corso una mostra sulle culture ebraiche) hanno ricevuto in consegna dei pacchi, di provenienza ignota, contenenti teste di maiali.

Lo stesso macabro “dono” è stato recapitato alla sinagoga della Capitale; in uno dei tre pacchi è stato inoltre ritrovato una lettera rievocante le parole di Theodor Herzl, giornalista e scrittore ungherese, fondatore del movimento sionista: il testo comprendeva messaggi confusi e commenti deliranti sull’Olocausto e le sue vittime.

Evidentemente non sono bastati i libri, le pellicole, i saggi e i numerosi tentativi di risanamento culturale e politico atto a liberarci da quest’orrore: a distanza di quasi un secolo, molti non sono ancora in grado di dimenticare il fardello ereditato da un momento storico orribile. Lo ha detto anche Matteo Renzi di fronte ai giovani del Mandela Forum: “Non è un film o una storiella a raccontarvi tutto. Andare ad Auschwitz con un sopravvissuto, Nedo Fiano, mi ha cambiato la vita. Il futuro sarà più bello se lo scriveremo insieme”.

Milioni e milioni di vittime che hanno in comune solo un festeggiamento annuale, macchiato per giunta da episodi deprecabili di anacronistico anti-semitismo: Shoa, distruzione, è allora un elemento culturalmente ancora imbattibile?
I rischi sono ancora elevati, in Europa e non solo. A poco servono le leggi in merito (in Italia, gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000): non ha torto il ministro degli Affari esteri, Emma Bonino, quando sostiene che “purtroppo si tende a dimenticare e periodicamente riemergono pulsioni antisemite , da qui l'importanza di continuare a rileggere e divulgare la storia di quel periodo tragico per mantenere vivo il ricordo e mobilitare le coscienze”.

Se, tuttavia, è la matrice sociale ad essere ancora contaminata da un odio così avvilente, il problema può sedarsi partendo da livelli meramente legislativi? Ai posteri, come è tristemente abitudine dire non solo in riferimento a Manzoni, la sentenza (ardua più che mai).

Intanto anche la Sicilia non si dimostra indifferente alla Giornata della Memoria: giorno 26 all’Archivio Storico di Palermo si è inaugurata la mostra fotografica Porfito Heavy Bag di Amedeo Costanza, giovane artista che ha scattato in bianco e nero sui luoghi dell’orrore.

E sempre all’Archivio interventi (di Pino Pelloni, Francesco Alotta), proiezioni (del documentario Il ghetto ebraico di Anticoli di Nicolò Tedeschi) e la visione dell’editto del 1492 volto a espellere gli ebrei dalla Sicilia e di altri documenti poco noti legati alle vicende della comunità ebraica nell’Isola.

Ancora a Palermo, giorno 27, Pino Pelloni ha introdotto il docufilm Gli ebrei in Italia a una platea di giovanissimi; nella Biblioteca Comunale di Casa Professa, invece, il critico d’arte Sergio Troisi ha inaugurato la Mostra Ebraica, che sarà possibile visitare sino al 31 gennaio e che presenta opere legate alla Shoah e all’ebraismo di artisti come Manlio Geraci e Vincenzo Ognibene.
All’inaugurazione, preceduta dal canto di Giuseppe Lo Cicero e da un approfondimento dal titolo “Il libro bruciato”, hanno partecipato anche i membri dell’Ensemble del Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, esecutori di un concerto su musiche di Schubert, Roncalli, Pasquini, Singelèe e Kàsa.

Il Comune di Favara, in collaborazione con Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e il Liceo Martin L.King, ha invece celebrato la giornata rendendo omaggio alle vittime favaresi dei campi di Sterminio riunendosi nello spiazzale San Francesco, e con un convegno al Castello Chiaramonte.
 


Ex allenatore del Calcio Catania tra gli eroi antinazisti

Anche l’allenatore ungherese Kertész Géza merita un posto di rilievo nella giornata della memoria dedicata alle vittime dell'Olocausto nazista. Lui, che guidò la formazione di calcio del Catania tra il 1933 e il 1936 e nel 1941-1942, fu fucilato da eroe nel 1945 in Ungheria, dopo aver organizzato un gruppo di resistenza antinazista e aver salvato degli ebrei e dei dissidenti ungheresi dalla Gestapo. Catania ne sta recuperando la memoria storica grazie al lavoro degli autori del volume “Tutto il Catania minuto per minuto” e al comitato “Pro-Géza Kertész” per fargli intitolare una strada in città. Durante una conferenza organizzata da Assostampa e Ersu Catania, il segretario provinciale del sindacato dei giornalisti, Daniele Lo Porto, ha annunciato che nelle prossime settimane si terrà una conferenza dedicata proprio alla figura di Kertész, oltre che ad Amedeo Rega (portiere scampato all'eccidio delle Fosse Ardeatine) e Luz Long (già olimpionico tedesco e morto in guerra in Sicilia).
 


Nel Capoluogo. Consegnate sei medaglie ai familiari delle vittime

PALERMO - Giovanni Blandi, Salvatore Cillaroto, Cateno Costa, Giuseppe D'Anna, Domenico Incandela e Filippo Neri non ci sono più. Hanno conosciuto l'orrore della Shoah e della deportazione nei campi di concentramento nazisti. Palermo li ha voluti ricordare durante la cerimonia, che si è svolta nella sede della Prefettura a Palermo con il prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, che ha consegnato ai familiari sei medaglie d'onore, conferite dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. All'iniziativa era presente anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e i ragazzi di alcune scuole palermitane; gli alunni del coro dell'istituto comprensivo “Laura Lanza Baronessa di Carini” hanno intonato le note de “La Vita è Bella”, dell'Inno di Mameli e del Salmo 133.

Rosanna D'Anna, 73 anni, ha ricevuto l'onorificenza assegnata al padre, Giuseppe, che di mestiere faceva il carabiniere. “Mio padre non parlava quasi mai di quello che ha vissuto- dice - è stato per due anni internato in un lager nazista. Il treno, su cui viaggiava nel 1943 insieme ad altri militari, venne dirottato in un campo di concentramento in Germania. Ha vissuto due anni in prigionia, nel 1945, finita la guerra, è riuscito a scappare, insieme a un altro compagno di campo e fare ritorno a casa”.
“Abbiamo voluto celebrare il Giorno della memoria con numerosi momenti di incontro in vari luoghi della città: l'Archivio storico, la Prefettura, la Biblioteca comunale, con il coinvolgimento delle scuole. È la conferma della profonda esigenza di risvegliare e custodire la memoria di quei tragici eventi”, l’ha detto il sindaco Leoluca Orlando.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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