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Regione senza soldi in cerca di paracadute
di Raffaella Pessina

Sottosegretario Patroni Griffi convoca i ministri Alfano, D’Alia, Saccomanni, Delrio. Il presidente Crocetta e l’assessore Bianchi oggi a Roma

Tags: Regione Siciliana, Ars, Filippo Patroni Griffi, Angelino Alfano, Gianpiero DÂ’Alia, Fabrizio Saccomanni, Graziano Delrio, Rosario Crocetta



PALERMO - Si tiene questa mattina a Palazzo Chigi a Roma la riunione per esaminare la situazione determinatasi in Sicilia a seguito dell’impugnativa da parte del Commissario dello Stato della legge finanziaria approvata dall’Ars. All’incontro, convocato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, sono stati invitati, oltre allo stesso Gianpiero D’Alia, ministro della pubblica amministrazione, il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano, i ministri dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, e degli Affari regionali, Graziano Delrio, e il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

Tra le conseguenze provocate dalla devastante impugnativa alla legge di stabilità regionale c’è il mancato pagamento nei tempi dovuti degli stipendi dei dipendenti della Regione siciliana. Il nodo da discutere a Roma è rappresentato dai 15 miliardi di residui attivi posti tra le entrate, di cui 3 miliardi sono ritenuti inesigibili e a garanzia dei quali il Commissario dello Stato ha dovuto bloccare circa 570 milioni destinati dalla finanziaria a pagare stipendi e servizi, collocandoli in un fondo indisponibile.
 
Ma cosa sono i residui attivi? Si tratta di entrate accertate, ma non ancora riscosse, e di crediti difficilmente esigibili: la Regione siciliana ne ha accumulati, in quindici anni, fino a 15 miliardi, mettendoli puntualmente in bilancio. Due anni fa la Corte dei Conti aveva indicato alla Regione la necessità di affrontare la questione dei residui attivi, di cui 3,5 miliardi non più esigibili. E l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, aveva mostrato disponibilità a seguire queste indicazioni. In questa situazione di stallo, qualcuno ha chiesto il ricorso all’esercizio provvisorio anche se la strada non sarà percorribile perché metterebbe a rischio la continuità dei contratti della maggior parte dei precari.

Bianchi e Crocetta chiederebbero una rateizzazione per quindici anni e una legge nazionale che offra un “paracadute finanziario” ai conti della Regione.

Intanto questa settimana in procura a Palermo vengono sentiti i capigruppo coinvolti nell’inchiesta sulle spese folli dei gruppi parlamentari all’Ars. Tra coloro che sono stati ascoltati vi è l’ex capogruppo del Pid – Cantiere Popolare Rudy Maira. “Sono convinto di avere rispettato tutte le norme dettate dall’Assemblea Regionale Siciliana – ha detto - Bisogna interpretare le norme interne: e questo è il confronto, che deve essere sereno, con i procuratori”. Alle domande dei magistrati ha risposto anche Innocenzo Leontini, ex capogruppo del Pdl all’Ars nella scorsa legislatura. “Ho sempre pagato tutte le multe personalmente. Una sola è stata pagata con i fondi del gruppo perché per un certo periodo veniva utilizzata la mia vettura privata per fini istituzionali mentre al gruppo non era ancora stata assegnata una macchina”. “Gran parte dei fondi sono stati utilizzati - ha sostenuto Leontini - per le spese del personale, circa il 94 per cento”.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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