Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Otto raffinerie, ma benzina più cara
di Giuseppe Bellia

Consumo. Distorsioni del mercato degli idrocarburi raffinati.
Argomento. In Sicilia otto raffinerie lavorano in quattro siti il 40% del greggio che passa per l’Italia. Eppure gli automobilisti, tabelle alla mano, pagano qui il pieno più caro in assoluto.
Il nodo. Nell’Isola sono presenti 1.762 impianti. Troppi, tant’è che molti andrebbero chiusi perché ancora dentro le città. E soltanto uno risulta annesso alla Grande distribuzione organizzata.

Tags: Carburanti, Raffinerie, Petrolio, Luciano Parisi



PALERMO - La Sicilia produce il 40% del greggio nazionale, ma i prezzi di listino dei distributori (nella maggior parte dei casi) sparsi nell’Isola sono i più alti d’Italia. Ecco l’ennesima anomalia siciliana da ammainare più che sbandierare.
In effetti, sebbene la determinazione del prezzo del carburante subisca delle  dinamiche nazionali e internazionali che ben lungi possono essere ricondotte alla Sicilia (il mercato è libero, ci sono più concorrenti, la stima del prezzo è stabilita su scala internarzionale, il greggio viene quotato nelle Borse più importanti), l’Isola presenta delle specificità “discutibili” nella filiera e nella rete petrolifera, più volte sottolineate dal Qds.
 
Prima fra tutte, fra le regioni d’Italia, l’Isola è per antonomasia “terra” del petrolio raffinato. Sono otto gli stabilimenti presenti su suolo isolano fra Augusta (Esso italiana srl), Priolo (Isab Sud e Nord attraverso Erg Mediterranee Spa e Erg nuove centali Sud e Nord attraverso Erg nuove centrali Spa), Gela (Raffineria Gela Spa del gruppo Eni)  e Milazzo (Raffineria Milazzo Scpa e Linde Gas Milazzo srl, del gruppo omonimo tedesco). In questi centri viene lavorato il 40% della produzione nazionale, più di 34,6 milioni di tonnellate di greggio l’anno, anche se per il 2009 le stime volgono al ribasso. A queste specificità ne va aggiunta un’altra.  Le raffinerie non pagano alla Regione siciliana né tributi ambientali né accise (pagate allo Stato che non riconosce due articoli dello Statuto autonomo, ndr) che, secondo una stima dell’assessorato regionale all’Industria per il 2008, ammontano a circa 15 milioni l’anno.
Dalle tasse alla distribuzione. In Sicilia, gli impianti di distribuzione sono secondo un campionamento dell’Unione Petrolifera pari a 1.762 di cui 23 autostradali, 1.652 con gasolio e 68 con Gpl.
Luciano Parisi, presidente di AssoPetroli Sicilia, spiega il meccanismosulla determinazione del prezzo di vendita del carburante in Sicilia.
Qual è il meccanismo alla base della determinazione del prezzo del carburante al distributore?
“Il meccanismo dei prezzi a livello provinciale viene determinato direttamente dalle compagnie. Per quanto riguarda la rete, i prezzi sono stabiliti direttamente dalle compagnie petrolifere. Non abbiamo una base, nel senso che a livello nazionale abbiamo i prezzi medi europei che in Italia vengono chiamati “prezzi target” e vengono depositati presso il ministero dell’Economia. Questi hanno solo un valore di riferimento, poi ogni gestore gestisce il proprio prezzo. Per quanto riguarda l’extrarete (depositi commerciali, ecc) vengono depositati dove c’è comitato  prezzi a Palermo,a Catania a Ragusa. Le uniche province dove vengono depositati i listini”.

Parisi,come si può spiegare l’anomalia dei prezzi al distributore della Sicilia a confronto con le altre Regioni?
“Per quanto riguarda i prezzi dei carburanti in Sicilia questi sono più alti rispetto al resto d’Italia, ma occorre fare una considerazione. Rispetto al sistema distributivo italiano, la Sicilia ha un cosiddetto erogato molto basso e abbiamo degli impianti (i quali in molti casi andrebbero chiusi) che rimangono aperti per motivi di servizio per l’utente. Il prezzo (che è libero) del carburante in qualche caso presenta qualche millesimo in più per consentire al settore di sopravvivere”.

Cosa fare in futuro per almeno adeguare i prezzi siciliani del carburante a quelli delle altre Regioni?
“Il nostro obiettivo è di razionalizzare sempre più la rete distributiva del carburante aumentando la portata dell’erogato”.

Articolo pubblicato il 19 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Otto raffinerie, ma benzina più cara -
    Consumo. Distorsioni del mercato degli idrocarburi raffinati.
    Argomento. In Sicilia otto raffinerie lavorano in quattro siti il 40% del greggio che passa per l’Italia. Eppure gli automobilisti, tabelle alla mano, pagano qui il pieno più caro in assoluto.
    Il nodo. Nell’Isola sono presenti 1.762 impianti. Troppi, tant’è che molti andrebbero chiusi perché ancora dentro le città. E soltanto uno risulta annesso alla Grande distribuzione organizzata.
    (19 settembre 2009)
  • Il garante. “Alle compagnie 36 mln al mese caricando 1 cent” - (19 settembre 2009)
  • Pure gli indipendenti isolani risultano meno convenienti -
    I prezzi alla pompa sono tendenzialmente più alti, record per il diesel. Dalla Lombardia alla Sardegna, gli automobilisti pagano meno
    (19 settembre 2009)


comments powered by Disqus
I prezzi dei carburanti al dettaglio
I prezzi dei carburanti al dettaglio
Luciano Parisi, presidente di AssoPetroli Sicilia
Luciano Parisi, presidente di AssoPetroli Sicilia
Indice dei prezzi €/L. nazionali  del 15/09/2009
Indice dei prezzi €/L. nazionali del 15/09/2009