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"Non parlate con i giornalisti": un divieto privo di senso
di Patrizia Penna

Dopo l'azzeramento dell'Ufficio stampa, la circolare del Ragioniere generale della Regione siciliana, Mariano Pisciotta, impedisce ai dipendenti di dare informazioni ai mass media.

Tags: Informazione, Regione Siciliana, Stampa, Istituzioni, Giornalisti



PALERMO – E’ l’ennesima vicenda dai contorni grotteschi, quasi da barzelletta, oseremmo dire, quella che vede protagonista ancora una volta la Regione siciliana dell’èra “Crocetta”.
 
Mentre i siciliani sono ancora in attesa di vedere e toccare con mano i risultati tangibili di quella “rivoluzione” che avrebbe dovuto fare tabula rasa di decenni di becero clientelismo in nome di una rinascita economica, sociale ma soprattutto istituzionale e culturale, la Sicilia compie un ulteriore passo indietro sul fronte della qualità e della trasparenza dell’informazione.
 
L’enorme flusso (perdonate l’ironia) di informazioni, dati, resoconti, che quotidianamente i giornalisti siciliani si trovavano a ricevere dagli uffici regionali ad ogni livello, da oggi si interrompe: la circolare del Ragioniere generale della Regione siciliana, Mariano Pisciotta, che impedisce ai dipendenti di dare informazioni ai giornalisti così da evitare che delle suddette informazioni venga fornita all’opinione pubblica una visione parziale o, quel che peggio, distorta, non è uno dei soliti annunci che destano clamore mediatico per poi lasciare il tempo che trovano ma costituisce un fatto, tanto reale e concreto quanto a dir poco bizzarro.
 
Ci si chiede infatti, quali saranno gli effetti di tale circolare dal momento che, come sottolineano oggi in un comunicato stampa congiunto Assostampa e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, già l’azzeramento dell’Ufficio Stampa della Regione ha rappresentato l’interruzione di “un canale istituzionale legittimo di comunicazione fra l'amministrazione (che ha il dovere di informare) e i mass media e quindi verso gli amministrati (che hanno il diritto di essere correttamente informati)”.
 
“Sostituendosi ai giornalisti dell'ufficio stampa – si legge ancora nel comunicato - il governatore Crocetta e i suoi assessori firmano ogni giorno comunicati-proclami a senso unico. Col risultato - pericolosissimo per la democrazia in Sicilia - di avere in modo surrettizio sostituito l'informazione fatta dai professionisti con una pseudoinformazione senza se e senza ma, e soprattutto senza interlocutori in grado di valutare già in partenza la valenza delle notizie e soprattutto la loro veridicità. E tante affermazioni già clamorosamente smentite dai fatti rilevati successivamente stanno lì a dimostrarlo”.
 
Ad oggi, i numerosi appelli lanciati sono rimasti inascoltati, persi nel vuoto e nel silenzio, come gli annunci (di questo governo) a cui i siciliani non vogliono proprio abituarsi.
 

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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