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Quotidiano di Sicilia

La Sicilia dopo la tempesta
di Redazione

Una sintesi dei principali danni che ha subìto l'Isola lo scorso weekend. Tre le vittime (una di soli 7 anni), tanta paura e gravi conseguenze per il comparto agricolo. E per tutta questa settimana resta il codice rosso / Lino Leanza (Art.4): "Dichiarare lo stato d'emergenza"

Tags: Maltempo, Messina, Noto, Tragedia Di Noto, Enna, Catania, Riposto, Lino Leanza, Nubifragio, Frane



Frane, smottamenti e morte. Sono tre le vittime siciliane dell’ondata di maltempo che si è abbattuta lo scorso fine settimana in Sicilia, così come in tutta Italia. La tragedia si è consumata in Contrada Romanello, nel territorio di Noto (cittadina del siracusano).
Due donne e una bambina di sette anni hanno perso la vita dopo che l’utilitaria sulla quale si trovano, una Y10, è stata travolta dalle acque di un torrente in piena per via delle copiose precipitazioni. Sull’autovettura viaggiavano altre quattro persone che sono riuscite a mettersi in salvo. Tra queste la madre della piccola. La Procura di Siracusa ha disposto un’ispezione dei corpi per far luce sulle responsabilità, e a questo proposito è stato arrestato, per omicidio colposo plurimo, il conducente della vettura, Antonino Restuccia di 32 anni, cugino della bimba deceduta.
 
I fatti tragici di Noto sono la punta dell’iceberg di una serie di disagi che hanno investito tutta l’Isola. Un’altra tragedia è stata sfiorata a Terme Vigliatore, in provincia di Messina. Qui una donna di 45 anni è stata travolta da un torrente in piena. È riuscita a superare la forza della corrente e sta bene.
 
Ancora isolata a causa delle piogge di sabato e domenica scorsi Enna, dove oggi le scuole superiori sono rimaste chiuse. Rimangono chiuse la Strada Provinciale 2, l'arteria che dal Corso Sicilia porta verso l'autostrada A 19, e la SS 117 bis, che dall'autostrada porta verso Enna Bassa e poi Enna alta. La carreggiata della SP 2 è già stata liberata dai detriti ma oggi pomeriggio è previsto un nuovo sopralluogo dei tecnici per valutare lo stato delle pendici. Sono ingenti i danni alle produzioni agricole nell'ennese, dove si sono abbattuti temporali che hanno provocato la perdita di ortaggi e la distruzione degli impianti di nuove colture arboree. E' quanto afferma la Coldiretti di Enna, che invita gli agricoltori a recarsi nelle sedi dell'organizzazione per la quantificazione e provvedere agli atti conseguenti.
 
A Palermo un grosso masso si è staccato da Monte Grifone, nella zona di Belmonte Chiavelli, ed è finito contro un'officina meccanica sfondando una parete. Nel 2009 una grossa frana aveva investito la borgata allagando case e magazzini. Numerosi, allora, furono gli sfollati. Il masso di circa quattro metri si è staccato nella zona di Casuzze, dove c'è la centrale Enel, e dopo aver sfondato il muro dell'officina ha fermato la sua corsa contro un fuoristrada. Dai sopralluoghi pare che altre parti di Monte Grifone rischiano di franare a causa della pioggia che da giorni cade sul capoluogo siciliano.
 
E sempre nel palermitano è esondato il torrente Ciachea, tra Torretta e Capaci. Quattro movimenti franosi si sono verificati, invece, nel territorio di Cefalù, in provincia di Palermo. Lo smottamento più grave ha interrotto, in contrada Allegracuore, il traffico sulla Strada Provinciale 52 per il santuario di Gibilmanna a circa sei chilometri dal centro abitato. Alcune famiglie sono rimaste bloccate per alcune ore per una frana a circa tre chilometri da Cefalù, in contrada Campella. Altri due frane sono avvenute nella zona di contrada Pisciotto, in prossimità di una sorgente, e nella zona di Piano Pero che nel settembre dello scorso anno era stata interessata da un incendio doloso.
 
Ma sono tanti altri i centri che al di qua dello Stretto hanno subìto gravi danni. Come per esempio Riposto, nel catanese, dove a quanto si apprende da fonti istituzionali sarebbe stato fortemente danneggiato il lungomare. Violente, le onde si sono abbattute su tutta la costa ionica.
 
Resta alta la guardia per altri sette giorni.
 
Ancora acqua e allerta anche per questa settimana. Secondo le previsioni del Centro Epson Meteo, dopo le precipitazioni di oggi - che interesseranno indistintamente Nord e Sud, con fenomeni più intensi in Calabria e intermittenti al Centro - domani sarà una giornata complessivamente più tranquilla, con piogge meno intense e intervallate da numerose pause. Sono in particolare previste piogge al Nordest e neve sulle Alpi centro-orientali, e un peggioramento sulla Sardegna e al Nordovest. Nel resto dell'Italia ci saranno piogge deboli e residue.
 
“Mercoledì, poi - spiega il meteorologo Flavio Galbiati del Centro - una nuova intensa perturbazione investirà soprattutto il Nordovest attraversando comunque gran parte del Centronord. Giovedì sarà una probabile giornata di pausa nel maltempo. Non è previsto invece l'arrivo del freddo, con le temperature che, specie nei valori minimi, si mantengono ben oltre la norma”. Ma non è finita. Venerdì giungerà un'altra perturbazione che andrà a colpire gran parte dell'Italia, soprattutto il Nord e le regioni tirreniche. Con buona probabilità, conclude il Centro Epson Meteo, fino a metà febbraio saremo in compagnia di correnti perturbate atlantiche che porteranno varie fasi di maltempo accompagnato però da aria piuttosto mite.
 
Lino Leanza (Art.4) invoca lo Stato d’emergenza a Riposto (Catania).
 
“La Regione siciliana, utilizzando la protezione civile, dichiari subito lo stato di emergenza e avvii le procedure per lo stato di calamità naturale per Riposto e per tutti gli altri Comuni danneggiati dalle mareggiate e dagli allagamenti dovuti al maltempo di queste ore”. Lo chiede il deputato regionale di Articolo 4 Lino Leanza.
 
“In particolare a Riposto - aggiunge - i danni sono veramente ingenti e ammontano a circa 2 milioni e mezzo di euro solo in quel Comune”. Leanza è in contatto con il sindaco Caragliano che ha comunicato i danni valutati dalla Protezione civile. È stato demolito il lungomare di Torre Archirafi, il mare ha scavato vere e proprie grotte sotto la strada che è inagibile, rese inagibili anche tutte le strade di accesso al mare della frazioni Priola, ostruito il torrente che porta a mare le acque piovane, danni in centro in via La Mendola e in via Immacolata, danneggiati gli impianti di scarico fognario. È stato demolito, fra l'altro, il primo bacino del porto turistico per il quale si attendevano i finanziamenti per il pennello di prolungamento.
 
“I danni sono enormi in molti comuni - continua Leanza - bisogna intervenire subito a supporto delle popolazioni e delle amministrazioni locali”.
 

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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