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Taormina, Teatro antico abbandonato. Le confessioni (non autorizzate) di un dipendente
di Redazione

Un lavoratore rompe il silenzio imposto dalla Regione siciliana: "Dopo la visita al teatro i turisti francesi, uscendo ci gettano il biglietto in faccia"

Tags: Regione Siciliana, Opere Archologiche, Sicilia, Musei, Beni Culturali, Maria Rita Sgarlata, Taormina, Teatro Antico Di Taormina



Il disagio che sta vivendo il personale della Regione impiegato nel Teatro antico di Taormina sta tutto in un gesto che racconta all’Ansa uno dei dipendenti, dopo la promessa di anonimato per via della circolare della Ragioneria generale che vieta ai regionali di parlare con la stampa per non incorrere in provvedimenti disciplinari: “Dopo la visita al teatro i turisti francesi, uscendo ci gettano il biglietto in faccia”.
 
Come sta accadendo in altri siti culturali in Sicilia, il teatro di Taormina soffre per la carenza di fondi. “Le toilette sono impraticabili, non ci sono soldi neppure per comprare la carta igienica”, dice un dipendente, da oltre vent'anni in organico alla Regione.
 
Anche loro, come altri 2mila regionali, stamattina sono scesi in piazza a Palermo contro il governo Crocetta. Riferiscono di “un teatro antico in abbandono, dove le pulizie si fanno una volta al giorno e per un'ora, nonostante l'importanza del sito archeologico”. Eppure, spiega il personale, “in questo periodo di bassa stagione in media contiamo 500 visitatori, ognuno dei quali paga 8 euro per entrare”.
 
Gran parte dell'incasso va alla Regione, un terzo al Comune. “Ma al teatro di Taormina ritornano le briciole”, raccontano. Secondo il personale dalla Regione, nelle ultime settimane, sarebbero arrivati appena 500 euro. “Stiamo parlando del sito culturale che attrae più turisti in assoluto in Sicilia - aggiungono i dipendenti - L'anno scorso c’è stato un afflusso di 800mila persone, più le migliaia di visitatori non paganti per vari motivi”.
 
E proseguono. “Il teatro potrebbe essere gestito con le risorse che incassa, invece questi soldi servono a mantenere in vita due-tre siti culturali che non producono incassi e dove il personale fa ben poco, non essendoci praticamente attività”.
 
“La Regione si preoccupa del teatro solo quando ci sono gli spettacoli, poi è totalmente abbandonato e di fronte alle nostre richieste ci rispondono: ‘fate la colletta e comprate quello che vi serve’”.
 

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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