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Quotidiano di Sicilia

Uso razionale di personale e mezzi
di Grazia Ippolito

Forum con Giuseppe Calaciura, direttore generale Azienda sanitaria provinciale di Catania

Tags: Giuseppe Calaciura



CATANIA - Il principale obiettivo della nuova legge di riforma del sistema sanitario regionale è ridurre la spesa sanitaria, riportando in pareggio il bilancio delle singole aziende. In che modo state affrontando questa sfida?
“Il primo passo da compiere è quello di ridurre la spesa farmaceutica, portandola dall’attuale 18% al 13%, uniformandola così alla media nazionale. Alcune scelte politiche sbagliate, accumulatesi nei decenni, hanno condotto al tracollo del sistema sanitario pubblico. Per fare un esempio, c’è stato un periodo in cui i farmaci, anche quelli di dubbio valore terapeutico, venivano prescritti dai medici di base e somministrati a tutti i pazienti (anche i più benestanti) gratuitamente. Adesso non è più così, scontiamo tuttavia le conseguenze di situazioni debitorie che nel tempo si sono accavallate. Attualmente il disavanzo, nel bilancio della nostra azienda, si aggira intorno ai 50 milioni di euro".

Da dove ripartire per attuare una riduzione della spesa farmaceutica che non comprometta il diritto alla salute dei cittadini?
“Bisogna coinvolgere maggiormente i medici di base e renderli partecipi nell’adozione di scelte strategiche, finalizzate alla razionalizzazione della spesa e al mantenimento di alti standard di qualità nell’erogazione dei servizi ai pazienti. I medici di base sono dei professionisti validissimi che, lavorando in simbiosi con i medici dell’ospedale, possono notevolmente agevolare il lavoro delle strutture sanitarie. Nasceranno i Pta (presidi territoriali di assistenza): poliambulatori in cui, 24 ore su 24, medici di medicina generale saranno pronti a venire incontro alle esigenze dei pazienti. Inoltre saranno attive, nell’ambito dei Pta, delle branche specialistiche per coloro che avranno bisogno di effettuare visite specifiche (elettrocardiogramma, lastre, risonanza, etc.). La presenza dei Pta, coniugata a un maggiore coinvolgimento dei medici di base, ridurrà notevolmente sia l’afflusso di gente in ospedale che le liste di attesa”.

Per quanto riguarda il personale, sono previsti tagli finalizzati al contenimento della spesa?
“Le spese per il personale non si possono ridurre, se non in maniera limitata. Tuttavia l’accorpamento dei presidi ospedalieri comporterà dei vantaggi in termini di utilizzo del personale. In alcuni casi sono previsti degli spostamenti strategici di alcune figure professionali in modo da potenziare le strutture o i reparti più carenti. Per quanto riguarda il personale, abbiamo ricevuto chiare disposizioni dall’assessorato regionale. In particolare, la riforma prevede che cinque figure professionali siano uniche nell’ambito di ogni presidio ospedaliero: il direttore sanitario del presidio, il responsabile di anestesia, il primario di radiologia, il primario di laboratorio e il primario di farmacia. Al momento è possibile raggirare il problema con degli spostamenti: per fare un esempio, sposterò due primari di radiologia in esubero presso le sedi di Militello e Caltagirone, attualmente scoperte. Nell’arco dei prossimi tre anni, dati i pensionamenti previsti e il blocco dei concorsi pubblici, il personale si ridurrà naturalmente”.

Ha recentemente nominato il direttore amministrativo e il direttore sanitario. Chi sono e quali criteri hanno guidato la sua scelta?
“Il nuovo direttore amministrativo è Giovanni Puglisi, che ha già ricoperto la stessa carica presso l’Azienda ospedaliera di Ragusa. Il nuovo direttore sanitario è Domenico Barbagallo, da 12 anni responsabile del Dipartimento prevenzione dell’ex Asl 3 di Catania. Puglisi ha un raggio di competenze che copre tutti i settori amministrativi ed è stato già direttore in una delle province più virtuose della Sicilia. Barbagallo possiede una conoscenza ventennale delle problematiche legate al territorio della provincia di Catania: la sua professionalità è riconosciute da tutti all’interno dell’Azienda. Sono certo che entrambi contribuendo notevolmente al rinnovamento dettato dalla riforma regionale”.
 

 
Ottimizzare il lavoro con la tecnologia informatica e la creazione di un Cup
 
Come pensa, in sinergia con le altre aziende sanitarie della provincia, di ridurre le liste di attesa?
“Creando un Cup (centro unico di prenotazione) comune tutte le aziende sanitarie ospedaliere presenti sul territorio della provincia di Catania. Eviteremo così che il singolo paziente prenoti la stessa visita in più ospedali. Un importante obiettivo che mi sono prefissato è inoltre quello di inaugurare un poliambulatorio nella zona di Librino, collocandovi quelle branche specifiche per cui, solitamente, le liste di attesa sono particolarmente lunghe. In questo modo, oltre a snellire il lavoro degli ospedali che si trovano al centro della città, contribuiremo alla valorizzazione del quartiere di Librino”.

In che modo sfruttate le moderne tecnologie informatiche?
“La maggior parte delle comunicazioni tra reparti è gestita per via telematica. Attraverso il nostro sistema informatico possiamo monitorare gli interventi di ogni singolo reparto, la pesatura degli interventi, il turn over dei posti letto, gli indici di occupazione, gli eventuali ricoveri impropri: avere dunque, in poco tempo, il quadro completo dell’attività del reparto. Abbiamo fatto particolari progressi nell’ambito della telecardiologia: la trasmissione a distanza di tracciati elettrocardiografici. Attraverso questa trasmissione non è più necessario avere un servizio di cardiologia in ogni ospedale: le unità coronariche di un distretto trasmetto i dati ai distretti sprovvisti di unità coronarica, rendendo possibile una diagnosi a distanza”.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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