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L’Udc regionale: “Non tradiremo gli elettori”
di Raffaella Pessina

Il Pd siciliano per verifica-maggioranza dopo l’abbraccio di Casini a Berlusconi. Così il capogruppo Ars Firetto e la presidente La Rocca Ruvolo

Tags: Pd, Pierferdinando Casini, Silvio Berlusconi, Lillo Firetto, Margherita La Rocca Ruvolo



PALERMO - Il riavvicinamento dell’Udc di Pierferdinando Casini a Silvio Berlusconi e al Centro-destra non è stato accolto certo con favore dal Pd siciliano che ora chiede una verifica della maggioranza che appoggia il Governatore Rosario Crocetta. I due maggiori partiti infatti che garantiscono la maggioranza a Palazzo dei Normanni sono il Partito democratico e l’ Udc. Ma adesso gli equilibri potrebbero cambiare.

Sulla vicenda è intervenuto Fabrizio Ferrandelli: “L’abbraccio di Casini con Berlusconi pone l’Udc siciliana fuori dalla maggioranza di governo della Regione. La politica è infatti il regno del possibile e la Sicilia laboratorio politico per antonomasia, ma non si governano i processi di cambiamento con l’ambiguità, l’incoerenza, le geometrie variabili e maggioranze camaleontiche in giro per l’Italia. Le persone non lo capirebbero ed io per primo. Chiedo pertanto una verifica urgente di maggioranza”. E aggiunge: “Noi abbiamo come orizzonte un’alleanza tra riformisti e democratici, e quindi le strade non si incontrano. I siciliani hanno bisogno di una politica chiara, coerente e di progetti di trasformazione, non di trasformismi”. Rincara la dose Gianfranco Vullo del Pd: “Appare evidente che la sortita di Casini sul suo approdo al centrodestra abbia conseguenze anche in Sicilia dove l’Udc è al governo con il Pd. Certamente non sarà il presidente Crocetta a tirare le conclusioni, ma la coerenza deve essere un valore che accompagna le scelte che, ovviamente, in politica possono cambiare. Del resto voglio ricordare che l’Udc come noi del Pd ha sostenuto in Sicilia un governo fatto di tecnici”. E continua: “Laddove il presidente Crocetta volesse allargare la maggioranza parlamentare i partiti dovranno esprimersi sui nomi da inserire in giunta”. Dello stesso parere anche il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi che ha dichiarato come “Negli anni passati la politica del centrodestra ha prodotto in Sicilia danni profondissimi le cui conseguenze emergono oggi in tutta la loro gravità. L’ alleanza fra Pd e Udc alle scorse regionali era fondata proprio sulla volontà comune di voltare pagina: se a Roma si sancissero nuove alleanze stabili che vanno nella direzione opposta al nostro progetto, un minuto dopo il Pd siciliano aprirebbe un ragionamento sulla maggioranza che sostiene il governo regionale”.

L’Udc in Sicilia invece getta acqua sul fuoco e il presidente del gruppo all’Ars Lillo Firetto ha detto che anche se Casini è tornato nel centrodestra per il partito dell’Udc in Sicilia “resta valido l’esito del dato elettorale regionale che ha dato vita al governo Crocetta con il Pd e con il contributo determinante dell’Udc. Non tradiremo gli elettori – ha detto Firetto - Speriamo che non lo facciano neppure gli altri, che non lo faccia il presidente Crocetta. Poi, tutto può accadere: già Lombardo aveva sovvertito il responso delle urne. Ma non voglio credere che possa accadere ancora. Sarebbe grave oltre che illogico”. E prosegue: “E’ bene che questa compagine vada avanti sino al termine del mandato, se poi Crocetta e qualcuno nel Pd vogliono fare altro, attirati da schermaglie e riposizionamenti vari, ne prenderemo atto. E, a dirla tutta, senza di noi questa esperienza con alla guida Crocetta non sarebbe esistita. E questo al di là delle manovre che ci sono state e della compravendita di deputati che fanno parte delle incrostazioni politiche dure a morire”.

E il presidente regionale dell’Udc Margherita La Rocca Ruvolo, in una nota ribadisce “l’ Udc non intende venire meno a quel patto siglato con gli elettori che ha permesso la vittoria di Rosario Crocetta”. E aggiunge: “A proposito di chiarezza sarebbe anche auspicabile che Ferrandelli cominciasse a chiarirsi con se stesso e con il proprio partito: di quale maggioranza parla considerato che il Pd, per bocca del suo segretario regionale, se n’ è recentemente chiamato fuori? L’ alleanza tra democratici e riformisti che evoca è il più classico dei ribaltoni o forse intende tornare alle urne?”.

Ma, al di là dei proclami dei vari partiti, una verifica di maggioranza andrà comunque fatta, visto che l’Udc conta ben 10 parlamentari all’Ars. Se l’Udc in Sicilia si dovesse alleare con il centro destra, i parlamentari di opposizione aumenterebbero di certo, ma vi sono di contro molte variabili rappresentate dai partiti con pochi deputati (Ncd, Articolo 4 e Misto) che potrebbero in caso di votazioni, fare la differenza così come il Movimento Cinque Stelle (14 deputati), da sempre battitore libero. Una ingovernabilità da sempre dietro l’angolo in una legislatura segnata da una crisi economica dalla quale difficilmente si potrà uscire senza politiche per lo sviluppo.

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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