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Province, -10 giorni per abolirle. Crocetta apre al Ncd
di Redazione

Domani la riforma del Governo per trasformare gli Enti intermedi in liberi consorzi dei Comuni potrebbe essere incardinata in Aula. Ma l'abolizione è tutt'altro che scontata. Il presidente della Regione cerca sponde nel partito di Angelino Alfano

Tags: Province, Nuovo Centrodestra, Rosario Crocetta



Potrebbe essere incardinata già domani in aula la riforma delle Province, che prevede l’istituzione dei Liberi consorzi al posto degli attuali enti e l'elezione di secondo livello dei rappresentanti tra gli amministratori dei Comuni.
 
Il Pd lo chiederà formalmente alla conferenza dei capigruppo, in programma prima della seduta parlamentare, fissata alle 11.
“I siciliani ci hanno chiesto di governare, e noi ci siamo impegnati a caratterizzare questa legislatura per alcune riforme necessarie e attese da tempo. Penso innanzitutto alla riforma delle Province, che a questo punto deve essere immediatamente esaminata dall'aula”, afferma Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd all'Ars.
 
L'Assemblea ha ormai meno di 10 giorni per approvare il testo esitato settimana scorsa dalla commissione Affari istituzionali presieduta da Antonello Cracolici (Pd), in caso contrario scatteranno i termini per i comizi elettori e si tornerà al voto.
 
“Il Pd sostiene un percorso di riforme: siamo di fronte ad una sfida coraggiosa - aggiunge Gucciardi - e in Parlamento ognuno deve fare la propria parte, alla luce del sole. La cancellazione delle Province e l'istituzione dei Consorzi di Comuni e delle Città metropolitane è un impegno preso con gli elettori già in campagna elettorale, adesso siamo ad un passaggio cruciale: mi aspetto - conclude - che il disegno di legge arrivi subito in aula e ci si confronti sul merito della riforma, senza tatticismi né rinvii”.
 
Certo, resta l’assurdità di una riforma che approda a Sala d’Ercole in zona Cesarini, nonostante la Giunta regionale abbia avuto circa 9 mesi di tempo per presentare il disegno di legge(leggi qui). E adesso l’abolizione dei vituperati Enti intermedi appare tutt’altro che scontata (leggi qui): tutte le opposizioni, tanto i Cinquestelle quanto i gruppi del centrodestra, nei giorni scorsi hanno annunciato che sarà “guerra”.
Per Rosario Crocetta, che sull’abolizione delle Province ha investito buona parte della sua immagine, è una questione prioritaria.
 
Domani in Assemblea regionale – ha dichiarato il governatore - si apre una partita importantissima, quella dell'istituzione dei “Liberi Consorzi e c'è la necessità di una intesa tra tutte le forze politiche. I nuovi Consorzi non possono essere la ripetizione delle vecchie politiche e neppure enti di spesa, ma vanno concepiti come organi di programmazione poiché devono essere i Comuni i veri protagonisti della vita politica siciliana”.
 
La strada, però, come dicevamo è parecchio in salita. Mancando la sponda dei grillini, il Governo potrebbe avere grosse difficoltà a far passare il testo (ricordiamo che già lo scorso dicembre l’Assemblea regionale ha bocciato la proposta della Giunta di prorogare di sei mesi, fino al 30 giugno, il commissariamento delle Province).
 
Proprio per questo motivo il presidente ha lanciato un vero e proprio appello di aiuto al partito di Angelino Alfano. “In questo quadro – ha sostenuto Crocetta - va chiarita in Parlamento la posizione del Nuovo centrodestra che fa parte del governo nazionale e che a Roma sostiene l'abolizione delle Province, mentre in Sicilia mi sembra che tentennino parecchio”. I giochi sono aperti, ma il rischio che si possa tornare a votare per le vecchie Province aumenta ogni giorno che passa.
 

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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