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Messina - Ordinanza “anti-Tir”, i giudici hanno dato ragione ad Accorinti
di Francesco Torre

Il provvedimento ha inibito ai mezzi pesanti il passaggio in centro città, tranne in casi eccezionali. Approdi obbligatori a Tremestieri: per il Tar il ricorso delle imprese è infondato

Tags: Tir, Accorinti



Messina - Quello elettorale non è l’unico contenzioso risolto a favore del Comune di Messina negli ultimi giorni. Per la Giunta Accorinti, il Tar di Catania ha espresso semaforo verde anche per l’ordinanza cosiddetta “anti Tir”, contro la quale si erano scagliati i ricorsi abrogativi di Caronte & Tourist, Rfi e Aias, l’associazione degli autotrasportatori.

Nello specifico, il pronunciamento dei giudici ha smontato punto per punto le richieste di Caronte & Tourist, società del Gruppo Franza, mentre ancora rimangono pendenti i ricorsi di Rfi (sempre presso il Tar di Catania) e dell’Aias, quest’ultimo al Tar del Lazio. La battaglia legale, dunque, è ancora aperta.

L’ordinanza - Il 21 ottobre scorso, dopo vari incontri con gli armatori e di concerto con la Terminal Tremestieri, il Comune di Messina aveva emanato un’ordinanza con la quale si inibiva ai Tir il passaggio nel centro città, se non per particolari condizioni meteomarine e qualora nella chiocciola di Tremestieri non vi sia una coda superiore a 60 minuti.

Il ricorso - Nonostante al tavolo di confronto a Palazzo Zanca tutti gli attori in campo abbiano dato il proprio consenso nel bene della città, pure sottobanco alcuni di essi preparavano dei ricorsi. Per Caronte & Tourist, in particolar modo, l’ordinanza era da abrogare per due motivi: in primo luogo perché il Comune non avrebbe autorità sul terminal di Tremestieri, chiocciola compresa, perché area di demanio portuale; secondariamente, perché risulterebbe evidente il proposito di chiudere nel medio periodo l’approdo di Rada San Francesco, provocando in questo un danneggiamento alla Caronte & Tourist e un inquinamento del mercato.

La sentenza - “Il ricorso”, però, secondo i giudici del Tar di Catania, “non appare sorretto da adeguati profili di fondatezza”, e ciò in quanto “persuadono le argomentazioni difensive relative alla corretta applicazione, da parte del Comune di Messina, del vigente Codice della Strada relativamente ai tratti stradali di collegamento delle aree portuali con la rete stradale cittadina”. Quanto invece ai rilievi riguardanti il business di Caronte & Tourist, invece, per i giudici la società, in quanto socio della Terminal Tremestieri, avrebbe tutto l’interesse economico all’implementazione dell’attività dell’approdo a Sud, dunque le doglianze risultano incomprensibili.
L’ordinanza, dunque, rimane in vigore, in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio, atteso per il mese di marzo.


Deciderà Roma. Le fortissime denunce degli autotrasportatori

Messina - Nel 2014 a Messina i cosiddetti “giorni della Merla” passeranno alla storia come i “giorni del Merlo”, ovvero l’avvocato Arturo Merlo, risultato autentico vincitore di questa infuocata battaglia di ricorsi. I suoi controrilievi si sono mostrati decisivi sia sul caso “Calabrò” che sull’ordinanza “anti Tir”. Non è detto, però, che anche i giudici del Tar del Lazio si faranno convincere. L’Aias denuncia eccesso di potere e di motivazione, violazione dei principi di concertazione, leale cooperazione, e addirittura di libera circolazione dei mezzi, delle merci e anche delle persone. Inammissibile, inoltre, secondo gli autotrasportatori, il mancato rispetto della promessa del sindaco sui tempi necessari per il completamento del secondo approdo Sud, che doveva essere inaugurato entro il 2013 e per cui ancora si attendono i tempi di dragaggio. Il sindaco, però, intanto gongola, e addirittura rilancia, annunciando che ben tre organizzazioni stanno lavorando allo studio di fattibilità dell’ipotesi “flotta comunale”.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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