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Catania - Università in cerca di strategie per migliorare l’offerta formativa
di Desirée Miranda

Raggiungere standard europei per la didattica e la ricerca. Metodo di governo trasparente e condiviso. Il ministero attende il Piano per definire i fondi. C’è tempo fino al 24 febbraio

Tags: Università, Servizi, Didattica, Ricerca, Giacomo Pignataro



CATANIA - Riuscire a migliorare la qualità dei servizi offerti sia per quanto riguarda il settore didattica che quello della ricerca raggiungendo standard europei, nonché allocare le risorse finanziarie disponibili nel modo più scrupoloso possibile e tutto nel modo più condiviso e trasparente possibile. Sono questi gli obiettivi fissati per la programmazione strategica e il Piano triennale 2013-2015 basato sulle linee generali di indirizzo contenute in un recente decreto ministeriale, dell’Università degli studi di Catania. E un incontro importante sull’argomento si è tenuto nell’auditorium De Carlo del Monastero dei Benedettini, al fine di decidere in accordo e mandare al Ministero dell’istruzione, della ricerca e dell’Università, il documento di programmazione al più presto.

“La nostra grande ambizione - spiega il rettore, Giacomo Pignataro - è quella di coinvolgere l’intera comunità accademica in una discussione su una programmazione strategica pluriennale. Per questa amministrazione fare strategia significa applicare un metodo di governo che sia responsabile, trasparente e condiviso. Un governo che fissi priorità, - eliminando le azioni estemporanee -, tempistiche e meccanismi di controllo”, afferma. Si vuole puntare ad azioni per il miglioramento dei servizi per gli studenti, alla promozione dell’integrazione territoriale, al potenziamento della dimensione internazionale della ricerca, all’incentivazione della qualità delle procedure di reclutamento dei docenti. Il documento di programmazione triennale dell’Università deve essere consegnato al Ministero entro il 24 febbraio e sulla base di questo documento il Miur deciderà quanti soldi concedere ai singoli Atenei per il finanziamento delle azioni in esso descritte.

L’analisi di contesto portata avanti dal gruppo di lavoro guidato da Roberto Cellini, ordinario di Economia politica nel dipartimento di Economia e impresa, non solo quindi vuole proporre un piano completo e dettagliato, ma anche “portare avanti una programmazione strategica, che ci deve far capire quali sono i punti di partenza e dove vogliamo arrivare. E per far ciò è necessario coinvolgere tutti i nostri stakeholders”, spiega Cellini.

Al fine di stilare il piano si è proceduto anche a una Valutazione della qualità della ricerca (Vqr), il cui lavoro è stato curato anche dal ricercatore di Chimica generale e inorganica, Giuseppe Forte, rilevando che “l’analisi Vqr è il meccanismo che attualmente permette agli Atenei di accedere alla cosiddetta quota premiale, la quale attualmente rappresenta il 13,5% dei fondi concessi dal Miur”. Valutati 1.446 tra professori ordinari, associati, ricercatori e ricercatori a tempo determinato, di 24 dipartimenti. “Attraverso le prime analisi abbiamo cercato di mettere in risalto punti di forza e di debolezza dell’Ateneo con l’obiettivo di migliorare soprattutto questi ultimi. L’analisi rappresenta solo un punto di partenza nel complesso sistema di valutazione di un Ateneo. Entro la fine del 2014, infatti, questo sistema di analisi sarà integrato con il nuovo sistema Ava”, dichiara Forte.

Tutto va migliorato per evitare di perdere i finanziamenti in futuro e, in particolare, servono degli interventi per il miglioramento della sezione didattica cercando di cambiare la percentuale di studenti fuoricorso, (il 42% degli iscritti), quella di abbandono degli studi universitari tra il primo e il secondo anno (il 25-26%), e quella di laureati nei tempi regolari (dal 10 al 25%). “Per far fronte a questa situazione sono state individuate alcune misure per l’orientamento in ingresso, in itinere e in uscita, per la dematerializzazione delle attività amministrative, per la formazione a distanza, per l’attrazione di studenti stranieri e per il potenziamento dell’offerta formativa in lingua straniera”.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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