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Ddl Liberi Consorzi prova di maggioranza
di Raffaella Pessina

Martedì in Aula il disegno con nove Consorzi e tre Aree metropolitane. D’Asero (Ncd): “Occorre salvare le competenze territoriali”

Tags: Liberi Consorzi, Maggioranza, Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - La prossima settimana l’Assemblea regionale siciliana discuterà sulla istituzione dei liberi consorzi e sui disegni di legge ad essi collegati. In Aula si vedrà se la maggioranza di Crocetta terrà ancora o se, alla luce dei nuovi orientamenti nazionali soprattutto dell’Udc, non vi saranno i numeri per una veloce ed efficace approvazione dei documenti.

La riforma delle province era passata, non senza polemiche, dalla Commissione Affari istituzionali ed il testo prevede l’istituzione di 9 Consorzi (coincidenti con gli attuali confini delle province) e 3 Città Metropolitane (Palermo, Catania e Messina). I comuni che rientrano nelle previsioni del Decreto del Presidente della Regione del ’95 sulle Aree Metropolitane, avranno sei mesi di tempo per scegliere se aderire alle Città Metropolitane.

I Comuni che confinano con un altro Consorzio, avranno sei mesi di tempo per scegliere se aderire al Consorzio confinante o rimanere in quello attuale. Le funzioni e le competenze dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane saranno assegnate con legge regionale dopo la definizione dei confini territoriali. La governance dei Consorzi sarà composta da organi di secondo livello scelti fra gli amministratori dei Comuni: il testo approvato dalla commissione, dunque, non prevede elezione diretta di I livello per la scelta del presidente e dell’assemblea del Consorzio. Sulla riforma delle province Giuseppe Milazzo, del Nuovo Centro Destra ha dichiarato che darà battaglia in Aula per ottenere “l’elezione diretta dei presidenti dei Liberi Consorzi; la scelta degli Assessori tra i componenti dell’Assemblea degli stessi e i rappresentanti dei Comuni devono essere eletti dai consiglieri comunali tra gli stessi consiglieri e il sindaco”. Milazzo chiederà che vengano dati più poteri alle Circoscrizioni con compiti assegnati per legge e adeguatamente finanziati.

Vincenzo Figuccia di Forza Italia ha criticato la riforma dicendo che: “Da una recentissima simulazione della Corte dei Conti, su base nazionale, è stato evidenziato che i risparmi determinati dalla riforma sono ipotetici ed irrisori”. “Oltre a ciò - ha aggiunto Figuccia - certamente le nuove Città metropolitane, che già, da capoluoghi di provincia, salvo rare eccezioni, non hanno brillato nella gestione della rete dei servizi, faranno ancora peggio con l’ampliamento territoriale.

Favorevole il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi: “Il Partito Democratico sostiene un percorso di riforme: siamo di fronte ad una sfida coraggiosa – aggiunge – e in parlamento ognuno deve fare la propria parte, alla luce del sole”. Per il capogruppo dell’Ncd all’Ars Nino D’Asero bisogna abbattere i costi senza abbandonare il territorio.
“Si deve pensare a una riduzione del 20% delle indennità in genere e a una riduzione degli eletti. Occorre però salvare le competenze – prosegue – a cominciare dalla pianificazione territoriale: gli strumenti urbanistici, la programmazione della rete distributiva di vendita dalle medie strutture ai centri commerciali, autorizzazioni comprese; la promozione del turismo, dalla programmazione e la realizzazione di manifestazioni artistiche, culturali, sportive e dello spettacolo fino alla realizzazione di impianti”.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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