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Formazione professionale e giallo stipendi: Scilabra, “Tutti pagati”
di Michele Giuliano

I dipendenti denunciano arretrati per oltre un anno ma la Regione garantisce di avere pagato tutto. L’assessore regionale ha annunciato l’avvio di un’ispezione in tutti gli enti siciliani

Tags: Formazione, Lavoro, Nelli Scilabra



PALERMO - Finanziamenti incassati oppure c’è l’ennesima truffa dietro il sistema della formazione professionale siciliana? Su questo interrogativo ruota la questione degli enormi arretrati vantati dai dipendenti degli enti: in molti casi viene denunciato che di stipendi non se ne vedono da un anno. Ma a sconfessare tutti ci ha pensato l’assessore regionale alla Formazione professionale in persona, Nelli Scilabra, che invece racconta tutt’altra storia: “Tutto è stato pagato sia nella passata che nell’attuale annata dei corsi. Avvieremo un’ispezione in Sicilia per capire dove siano finiti questi soldi”. E quando partono le ispezioni nel mondo della formazione siciliana non c’è mai da stare allegri perché puntualmente viene fuori uno scandalo.

Riguardo alle dichiarazioni dell’assessore i sindacati si sono messi al lavoro per cercare di capire come stanno le cose. Lo ha fatto in primo luogo la Uil scuola che ha effettuato un resoconto sullo stato dei trasferimenti finanziari della Regione agli enti. Secondo le notizie in possesso del sindacato per il primo anno la quasi totalità degli enti ha ricevuto acconti pari all’80 per cento del finanziamento e tutti gli organismi sono in attesa di rendicontare per ricevere il saldo del 20 per cento. Per ciò che concerne il secondo anno, ovvero il periodo che va dall’8 giugno 2013 al 7 giugno 2014, risulta che oltre 300 decreti di finanziamento siano stati registrati ma che solo 6 enti abbiano ricevuto il primo acconto del 25 per cento del finanziamento assegnato.
 
“Abbiamo controllato le news pubblicate a dicembre 2013 nel nostro sito – precisa il coordinamento regionale della Uil scuola - e leggiamo che al 27 dicembre 2013, alla Cassa Regionale, erano stati trasmessi solamente i titoli di spesa di Anfe Sicilia, Ires, Enaip Palermo, Enfaga Palermo, Ecap Messina e Centro Studi Aurora. Le dichiarazioni dell'assessore sembrano invece accreditare la notizia che tutti gli enti abbiano ricevuto addirittura l'80 per cento del finanziamento. Al fine di tutelare al meglio i nostri iscritti, siamo molto interessati a conoscere come stanno le cose e pertanto, chiediamo all'assessore di conoscere l'elenco dei mandati di pagamento controllati dalla Ragioneria del Dipartimento Istruzione e Formazione e trasmessi al Tesoro entro i termini stabiliti dall'assessorato regionale dell'Economia con la circolare di fine anno”.

Intanto, proprio su questo fronte, dopo le proteste dei dipendenti del Cefop, a seguire a ruota si sono anche quelli dei dipendenti dell’Enfap di Catania e Messina che dal giugno 2013 non ricevono lo stipendio. A comunicarlo è lo Snals, il sindacato nazionale autonomi lavoratori Scuola. I lavoratori denunciano la mancanza di nove mesi di stipendio: “Siamo stanchi di continuare a subire – scrivono i lavoratori – e chiediamo all’ente di appartenenza e al Dipartimento regionale Istruzione e Formazione Professionale, che ha il dovere istituzionale di garantirci, l’immediato pagamento degli stipendi da giugno 2013 a gennaio 2014 compresa la tredicesima”.
 

 
L’approfondimento. Troppe disfunzioni, i conti non tornano a nessuno
 
Secondo lo Snals, molti lavoratori segnalano disfunzioni e ritardi nell’erogazione delle mensilità di dicembre 2013, gennaio 2014, e della quota di tredicesima per l’anno 2013. Il sindacato, con una nota, ha chiesto al direttore e il presidente del Ciapi di Priolo di intervenire. Per la Regione, il Ciapi di Priolo è l’ente dove dovrebbero confluire tutti i dipendenti della formazione provenienti da quelli che hanno perso l’accreditamento. Una sorta di “rifugio” per i lavoratori che rischiano il licenziamento a causa del mancato accreditamento degli enti. I ritardi nell’erogazione dei finanziamenti sia negli Interventi formativi che nell’IeFp (ex Oif) hanno messo in ginocchio enti formativi e lavoratori. E se aggiungiamo che la procedura di rendicontazione finale delle attività corsuali è ferma la “misura è colma”. Sull’avvio delle attività a valere sul “Piano giovani” gli enti formativi hanno accusato una montagna di problemi, costretti ad avviare le attività senza un euro nelle ‘casse’ e con i lavoratori stanchi, sfiduciati e senza il becco di un quattrino per raggiungere le sedi di lavoro. Evidentemente la nascita di un apposito ufficio stralcio alla Regione per accelerare le rendicontazione degli anni pregressi ha fallito.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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