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Quotidiano di Sicilia

Catania - Un impianto per la cremazione senza alcun costo per il Comune
di Desirée Miranda

Soluzione già adottata da Misterbianco: costerà 2 mln € ai privati che lo gestiranno per 25 anni. I fondi non bastano, ma c’è il project financing. D’Agata: “Decideremo a giorni”

Tags: Catania, Cremazione



CATANIA - Dopo la morte c’è la sepoltura. Una prassi consolidata nel Bel paese in cui la cremazione continua ad essere poco diffusa sia per cultura che per strutture. Ma sempre più si impone il problema dello spazio per i corpi e sono sempre più numerose le persone che per scelta o per necessità decidono in favore della cremazione. Una scelta battezzata anche dalla chiesa Cattolica come ricorda l’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina: “Nell’attuale legislazione canonica, la prassi della cremazione non è proibita, a meno che essa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana”.

In Sicilia esiste un solo impianto, a Palermo, all’interno del cimitero dei Rotoli, ma oltre ad essere vecchio e malfunzionante è in una zona del cimitero interdetta a causa dell’instabilità della montagna sotto cui è situato. Risultato: è chiuso da anni e i siciliani che vogliono ricorrere a questa pratica devo andare in altre regioni.

A Catania, è previsto già da molti anni un impianto di cremazione all’interno del cimitero di via Acquicella. L’opera è inserita all’interno del Programma pluriennale delle opere pubbliche già dai tempi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Raffaele Stancanelli, esiste il progetto definitivo, nonché tutte le autorizzazioni di legge, ma tutto rimane ancora poco definito. E una delle motivazioni è proprio di tipo economico: non ci sono i soldi pubblici per una tale opera. Il costo stimato nel 2008 è di circa 2 milioni e 400 mila euro. Anche l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Bianco vuole cercare di trovare una soluzione a questo problema. Così, l’assessore ai Servizi cimiteriali, Rosario D’agata, annuncia la volontà di non fare cadere nel dimenticatoio la questione.

“L’abbiamo confermato all’interno del piano delle opere e nei prossimi giorni abbiamo in programma una riunione per decidere come e quando muoverci”, dichiara. E considerato che il problema principale, causa della mancanza di tali impianti di cremazione, è di tipo economico, la soluzione potrebbe arrivare dalla formula del project financing.

Una soluzione adottata, ad esempio, dal sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo, che poco più di 15 giorni fa ha annunciato alla cittadinanza la pubblicazione di un bando per un impianto per la cremazione delle salme. “Si tratta di un moderno progetto da realizzare con un project financing, cioè con finanziamenti privati. Al Comune non costerà nulla mentre la ditta privata investirà circa 2 mln € ed avrà la gestione della struttura per 25 anni. Si tratta del primo impianto di cremazione che sarà realizzato nella Sicilia orientale. Da tempo pensavo a quest’opera così importante che allinea il nostro comune alle più avanzate e moderne comunità europee. Entro l’anno prossimo l’opera sarà completata e sono davvero orgoglioso di poter offrire alla mia comunità questo civile servizio”, afferma.

La legge nazionale stabilisce che nel piano regionale di coordinamento la Regione deve prevedere interventi finanziari per favorire la realizzazione di impianti crematori e di cinerari comuni e dal punto di vista legislativo, la Regione ha disciplinato la cremazione delle salme con la Legge 17 agosto 2010, n. 18, ma concretamente non è mai cambiato nulla. Sembra proprio che a mancare sia la volontà politica.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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