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Quotidiano di Sicilia

Assoconsumatori contro la Pa: “Sulla Tia gravi scorrettezze”
di Giuseppe Bellia

Intervista al mandatario di alcune sigle: “Gente stufa di pagare Cda senza servizi”. L’avvocato Giarrusso: “Amministrazioni adottano atti già dichiarati illegittimi”

Tags: Tarsu, Tia, Rifiuti, Codacons, Mario Michele Giarrusso, Adiconsum



CATANIA  – Mario Michele Giarrusso, avvocato mandatario di alcune associazioni dei consumatori (una fra tutte: Adiconsum) ed ambientaliste, spiega in quali attività in difesa dei diritti dei consumatori è impegnato come professionista, dall’illegittimità degli aumenti della Tia alla privatizzazione dell’acqua.
Qual è la principale “battaglia civica” che sta conducendo?
“In questo momento la battaglia principale delle associazioni a tutela dei consumatori è quella riguardante i rifiuti. In particolare, l’aumento delle tariffe di quest’ultimi, che si è verificata in modo arbitrale tramite i commissari delle Ato. A noi interessa capire, cosa succede dei soldi dei cittadini, dove vanno a finire e come vengono spesi”.

Nel caso dell’aumento della Tia da parte dei commissari delle Ato Spa, com’è possibile che un organo si sia attribuito una competenza che la legge non gli ha conferito?
“Non è un fatto molto strano. Capita che la Pubblica amministrazione ponga in essere atti senza averne il potere, questo capita perché spesso le leggi non sono chiare e ben fatte. In questo caso devo dire, dopo le prime pronunce giurisdizionali, non c’è in questo l’attenuante. Un’amministrazione che adotta degli atti, dopo il pronunciamento del giudice che li ha dichiarati illegittimi, compie degli atti particolarmente gravi”.
 
Ritiene che questo atteggiamento da parte della Pa sia più autoritario che autorevole?
“C’è un atteggiamento piuttosto prepotente di alcuni che gestiscono gli uffici pubblici. L’autorevolezza l’hanno persa per strada nei tribunali della Sicilia, nelle cui sedi le tariffe sui rifiuti sono state dichiarate illegittime”.

Tia “lievitata” e fuori controllo. Qual è stata la reazione dei cittadini che si sono rivolti alle associazioni dei consumatori di cui lei presta consulenza?
“Tutti i cittadini condividono queste battaglie, ciò, non per non pagare le tariffe sui rifiuti, ma per pagarle in cambio di servizi adeguati. La rabbia nelle persone monta quando vede che i loro soldi vengono utilizzati per pagare Consigli d’amministrazione, consulenti che non hanno a che fare nulla con il servizio reso. Abbiamo avuto una struttura per la raccolta dei rifiuti che è servita per parcheggiare i rifiuti della politica, cioè, coloro che portavano voti e non sono stati capaci di farsi eleggere in organi elettivi. I cittadini sono stati aggravati da una gestione dissennata dei costi dei rifiuti della politica”.

Quali altre “battaglie civiche” s’appresta a combattere?
“Ci sono in corso delle battaglie giudiziarie contro la gestione privatistica dell’acqua. Noi, siamo stati presi in giro da chi ha detto guardate noi stiamo non privatizzando l’acqua ma solo le infrastrutture per il trasporto dell’acqua. Questa è una truffa. L’acqua se non viene trasportata ai cittadini non è un bene pubblico”.
 

 
L’Iva della tariffa d’igiene ambientale non deve essere inclusa in bolletta
 
CATANIA – La scure delle associazioni dei consumatori contro i diversi profili d’illegittimità della Tariffa d’igiene ambientale. Nata nel 2004, in sostituzione della Tarsu è entrata a far parte di diritto, delle “battaglie epiche” fra Pubblica amministrazione da una parte e associazioni in difesa dei consumatori dall’altra (Codacons, Federcontribuenti, Adiconsum, Assoutenti). Diversi i contenziosi tra il 2008 e 2009: dal caso Ato En (chiamato in giudizio dai cittadini e Asso Utenti del comprensorio ennese), a quello fra contribuenti di Belpasso e Ato Simeto 3. In quest’ultimo caso, l’associazione dei consumatori che si è occupata della vicenda, il Codacons, ha impugnato la delibera del commissario ad acta del Comune di Belpasso, con la quale erano state approvate e poi confermate, le proiezioni tariffarie Tia del 2008 . Per il Codacons, sarebbe stato leso il potere del Consiglio comunale del Comune etneo, ritenuto l’unico organo legittimato a determinare tali tariffe. Perlopiù, è stato chiesto ad alcuni contribuenti belpassesi di pagare il corrispettivo, per gli anni 2004, 2005 e 2006. Anche l’Iva sui rifiuti ha smobilitato gli avvocati dei consumatori. Nell’agrigentino, si è registrato il contenzioso fra la catena alberghiera “Framon Hotels” e l’Ato Gesa Spa.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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