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Apprendistato, sistema di pagamento in tilt
di Michele Giuliano

L’Agenzia per l’impiego segnala casi di erogazioni di fondi alle imprese superiori alle spese rendicontate. Per ottenere i contributi sufficiente l’autocertificazione: tempi più celeri ma le imprese ne approfittano

Tags: Rino Lo Nigro



PALERMO - Va in tilt il sistema delle erogazioni dei contributi alle imprese che hanno assunto apprendisti. Con le modifiche apportate dall’assessorato regionale al Lavoro alle modalità di erogazione dei contributi si sono verificati diversi casi di somme stanziate in misura maggiore rispetto agli effettivi fabbisogni dell’azienda.
La Regione quindi ha tentato di migliorare il sistema dei contributi agli apprendisti pensando di velocizzare i tempi ed invece oggi si ritrova a dovere fare i conti con i difetti del sistema.

Una querelle che nasce essenzialmente dopo l’emanazione da parte dell’Agenzia per l’Impiego dell’assessorato al Lavoro della circolare numero 85/AG/VI72007 del 27 novembre del 2007. In pratica è stato velocizzato l’apparato di erogazione dei contributi dovuti alle imprese evitando i farraginosi iter del passato. In estrema sintesi oggi per ottenere i fondi basta una semplice autocertificazione mentre nel passato la Regione esaminava le migliaia di pratiche singolarmente. Condizione che ovviamente finiva per rallentare l’intero processo, tanto è vero che si sono accumulati dai 4 ai 7 anni di arretrati per esaminare la singola istanza. Il problema oggi è che con le autocertificazioni è accaduta invece un’anomalia di tipo cantabile. Secondo quanto riferisce l’Agenzia per l’Impiego si sarebbero verificati casi di erogazione di fondi in eccesso rispetto ai soldi effettivamente spesi dalle imprese per l’assunzione di apprendisti.

Da qui è partita la nota informativa da parte dello stesso Dipartimento della Regione a tutti gli uffici provinciali, agli ispettorati, alla Ragioneria Centrale del Lavoro. Alcuni Uffici periferici preposti alle verifiche ed alla rendicontazione dei benefici economici erogati in favore dei datori di lavoro che hanno assunto giovani apprendisti e hanno trasformato, a conclusione dell’apprendistato, i rapporti in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, hanno rappresentato alcune perplessità relative agli adempimenti della circolare 85.  “A tal proposito – precisa il dirigente generale dell’Agenzia per l’Impiego, Rino Lo Nigro - si ritiene opportuno precisare ulteriormente che l’articolo 7 della legge regionale 21 dell’8 novembre 2007 interviene nel contesto del procedimento fissato per il riconoscimento e l’erogazione degli “aiuti all’apprendistato” solo ed esclusivamente al fine di accelerare i tempi di erogazione dei benefici dovuti alle imprese ammesse a finanziamento, non modificando e non derogando ad alcuna delle procedure di istruttoria, verifica e rendicontazione, già dettate con le precedenti disposizioni in materia.
 
Si sono verificati casi in cui la somma erogata a fronte della dichiarazione di asseverazione resa dall’interessato risulta di importo maggiore rispetto all’importo definito in sede di verifica e di rendicontazione finale. Per tali fattispecie gli Uffici preposti devono, contestualmente alla sottoscrizione del verbale di verifica e rendicontazione finale, procedere al recupero dei maggiori importi corrisposti ai beneficiari, mediante l’avvio del procedimento la cui durata non potrà eccedere quindici giorni lavorativi”.
 


Sistema più snello e controlli a campione
 
Questa nuova norma in pratica prevede che le imprese interessate potranno presentare un’autocertificazione. Confortata dal parere di congruità da un professionista, sulla quale l’amministrazione regionale eserciterà un controllo a campione. Questo passaggio è servito essenzialmente a snellire le procedure burocratiche sino ad oggi troppo farraginose e quindi necessariamente lente nell’esitazione delle varie pratiche. I notevoli ritardi che si sono accumulati in questo anni, con il tipo di sistema adottato, nell’elargizione dei pagamenti ha portato il governo siciliano a compiere questo passo.
Le piccole e medie imprese parlano di finanziamenti per l’apprendistato che aspettano addirittura dalla fine degli anni ’90 in alcuni casi. Una situazione che ha portato le organizzazioni di categoria, proprio in questo periodo, ad organizzare delle manifestazioni di protesta a fianco degli stessi imprenditori artigiani, stanchi di aspettare soldi che non arrivano mai. L’apprendistato, che di norma dura tra i 3 ed i 5 anni, permette di acquisire l’insieme delle competenze necessarie per esercitare una professione. E’ una forma speciale di contratto di lavoro in cui è prevista la collaborazione tra l’azienda e la scuola professionale nella formazione dell’apprendista. Tra l’altro le nuove normative invogliano l’imprenditore, con incentivi, ad assumere questi apprendisti una volta completato il ciclo.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rino Lo Nigro, dirigente generale dell’Agenzia per l’Impiego
Rino Lo Nigro, dirigente generale dell’Agenzia per l’Impiego