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Quotidiano di Sicilia

Rendita catastale, da gennaio riduzione dal 3 al 2 per cento
di Emiliano Zappalà

Riguarda esclusivamente le compravendite tra privati cittadini

Tags: Rendita Catastale



CATANIA - Qualche segnale positivo fa capolino anche nel mercato immobiliare stagnante e asfissiato del nostro Paese. Dal 2014 comprare casa sarà un po’ meno costoso per i consumatori e i cittadini italiani. Se il prezzo del mattone è ancora oscillante e non del tutto conveniente, perlomeno chi acquista casa nel nuovo anno potrà pagare meno tasse.
 
È entrata in vigore infatti, dal primo di gennaio, la riduzione dell’imposta di registro in caso di compravendite tra privati. Il decremento è minimo, di un solo punto percentuale, perché si passa dal 3% al 2%, ma è sicuramente qualcosa. Rilevante il fatto che questo tipo di aiuto interessi quasi esclusivamente rapporti di compravendita tra privati cittadini. La riduzione scatta infatti solo quando il venditore è un privato. Quando il venditore è invece un’impresa, c’è al contrario, un leggero aumento della tassa.

Scendendo più nel dettaglio l’imposta di registro è quella tassa che deve essere pagata nel caso in cui chi vende la casa è un privato o un’impresa non costruttrice che non ha eseguito i lavori di ristrutturazione, oppure infine un’impresa costruttrice che vende dopo cinque anni dalla data di ultimazione dei lavori.

L’agevolazione prevista per questo tipo di imposta avviene secondo un tipo di calcolo che stabilisce quanto bisogna pagare in base al cosiddetto “prezzo valore” e quindi legato alla rendita catastale. Il “prezzo valore” si ottiene rivalutando la rendita catastale del 5 per cento e moltiplicando poi quanto ottenuto per 110, nel caso di acquisto di una prima casa o per 120 nel caso di acquisto di una seconda casa.

Nel caso di compravendita da parte di un privato dunque l’imposta di registro scende, come già detto, dal 3 per cento al 2 per cento, con un importo minimo pari a 1.000 euro. Per tutti i casi, che non riguardino l’acquisto di prima casa, l’aliquota prevista sarà del 9 per cento. Mentre per l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale l’importo previsto è pari a 50 euro.

Non è così nel caso in cui la compravendita interessi un’impresa. In questa eventualità infatti l’imposta di registro e con essa anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, salgono da 168 euro a 200 euro anche nel caso in cui non si tratti di una prima casa.

Sono rimasti invece invariati i criteri di applicazione dell’Iva. Si paga l’Iva se chi vende la casa è un’impresa costruttrice, o di ristrutturazione, che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori. L’Iva si applica chiaramente al prezzo di acquisto dell’immobile dichiarato nell’atto notarile.

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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