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Prestiti con tassi da usura: le banche devono rimborsare i clienti
di Bruno Grande

Una sentenza della Corte d’Appello di Torino ha stabilito il rimborso da parte di una banca a un cliente che aveva ottenuto un prestito con la formula della cessione del quinto

Tags: Prestiti, Usura, Banche



La Corte d’Appello di Torino infligge un duro colpo alle banche che applicano tassi da usura sui prestiti. Nel particolare è stato stabilito un rimborso economico a un pensionato di Cuneo che aveva fatto richiesta di prestito con la formula della cessione del quinto. Con un contratto di cessione del quinto, il cliente, si impegnava a versare alla banca, come rimborso del prestito, un quinto della propria pensione.
 
La cessione del quinto, infatti, è una tipologia di prestito per i pensionati molto diffusa, ma il tasso d’interesse applicato risulta alto anche perché con questa formula di credito è obbligatorio stipulare un’assicurazione che dev’essere calcolata nel Taeg. Così però non è stato per questo pensionato di 80 anni che aveva ottenuto un prestito dalla finanziaria Prestitalia s.p.a..
 
Ecco come sono andati i fatti: il cliente, a fine 2008, aveva fatto richiesta per un prestito da 10 mila euro, ma di questi soldi aveva solo visto un bonifico di soli 1.850 euro a fronte, invece, di una richiesta di rimborso con rate da 167 euro al mese per 10 anni. Il tasso d’interesse effettivo globale (Taeg) era fissato al 22,03%.
 
Il mancato ottenimento della somma richiesta aveva portato il cliente a denunciare il fatto al Movimento Consumatori che aveva scoperto come ben 5.112 euro del finanziamento era destinato al pagamento del premio per la polizza assicurativa. Effettuando una verifica sui tassi d’interesse, poi, il Movimento Consumatori aveva anche segnalato un superamento della soglia di usura.
 
A questo punto scattava la causa alla Corte d'Appello di Torino che dava ragione al pensionato cliente di Prestitalia s.p.a. e imponeva il risarcimento di quanto corrisposto per interessi, spese e commissioni con un adeguamento delle successive rate. Ovviamente si tratta di una sentenza importante che dà modo a moltissimi altri debitori di rivalersi sugli istituti di credito.
 
“Si tratta di una sentenza fondamentale in materia di usura bancaria e di un successo storico, a tutela di tutti coloro che hanno acceso questa tipologia di prestiti personali che di solito vengono sottoscritti dalle fasce più deboli e indebitate della popolazione – ha dichiarato Paolo Fiorio coordinatore dell'Osservatorio Credito e Risparmio del Movimento Consumatori – Stimiamo che in almeno un terzo dei contratti conclusi prima del 2009 sia stata superata la soglia d'usura”.
 
La difesa della controparte, ovvero della finanziaria, si fondava sulla pretesa che, nella rilevazione del tasso soglia dell’usura, non fossero calcolati gli oneri relativi alla polizza assicurativa, ma solo il Taeg netto. La Corte d’Appello, però, non ha accolto questa giustificazione e ha imposto che il prestito diventi gratuito, cioè senza più nessun tasso d’interesse applicato.
 
Il Movimento Consumatori, per concludere, invita i consumatori a rivolgersi ai propri uffici per fare reclami e presentare cause contro i prestiti usurai. Il consiglio migliore che ci sentiamo di fornire noi è quello di leggere sempre con attenzione i contratti che andiamo a firmare e magari farsi aiutare da un consulente specializzato o da amici e parenti. 

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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