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Province, Crocetta si gioca il tutto per tutto
di Redazione

Il governatore ha aperto all'ipotesi dell'elezione diretta dei presidenti dei Liberi consorzi per venire incontro alle richieste del centrodestra. Il sindaco di Catania, Enzo Bianco: "Iattura se le Città metropolitane partono in tutta Italia, tranne in Sicilia"

Tags: Province, Liberi Consorzi Dei Comuni, Comuni, Crocetta, Assemblea Regionale, Sicilia



Prosegue a ritmi serrati l’esame del ddl governativo sulle province. Per cercare di convincere i deputati del Centrodestra a votare il provvedimento, Rosario Crocetta ha aperto all'ipotesi dell'elezione diretta dei presidenti dei Liberi Consorzi, proposta già oggetto di un emendamento alla riforma, in discussione all'Ars, firmato dal capogruppo del Pid-verso Fi, Toto Cordaro. “Prima però bisogna stabilire le funzioni dei Liberi consorzi, che devono essere di coordinamento e programmazione e non di spesa”, avverte Crocetta. “Ovviamente questo è un tema che va affrontato con la coalizione, serve un accordo”.

Il presidente è ottimista: “Si possono perdere le battaglie, ma l'importante è vincere la guerra. La riforma delle Province va fatta, non farla significherebbe una sconfitta per tutti, opposizione compresa”. Il presidente della Regione continua a sperare in una convergenza del Nuovo Centrodestra e di Forza Italia, in quanto “a livello nazionale Berlusconi e Alfano sono favorevoli alla riforma del titolo V”.
 
E ora Crocetta si gioca la sua carta, perché se è vero che l’Ars può decidere di logorarlo o di staccargli la spina, anche lui può fare altrettanto. “Se qualcuno pensa di potermi fare cambiare idea trincerandosi dietro il segreto dell'urna sbaglia di grosso, io non arretro di un solo millimetro e porterò avanti le riforme. Se sarà possibile va bene, altrimenti quando non sarà più possibile vuol dire che ci sono dei parlamentari che si sono stancati di stare all'Assemblea regionale siciliana”.
 
Intanto da Catania arriva l’appello del sindaco, Enzo Bianco, a ripensarci sulla bocciatura delle Città metropolitane. Il Parlamento siciliano, ha affermato Bianco, “ha tempi e modi per ragionare con la testa”. “Io spero - ha aggiunto il primo cittadino - che ci sia la possibilità di recuperare rapidamente perché sarebbe una iattura se nel resto dell'Italia partissero le città metropolitane e qui in Sicilia, che poteva essere più avanti, si perdesse questa occasione”.
 

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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