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Quotidiano di Sicilia

Rischi idrogeologici, in Sicilia sono urgenti 65 interventi
di Rosario Battiato

In tutta Italia servono 3400 interventi per 6251 scuole e 547 ospedali. E i costi continuano a crescere. In Sicilia 65 gli edifici tra scuole e ospedali censiti dall’associazione bonifiche e irrigazioni

Tags: Rischio Idrogeologico, Ambiente



PALERMO – Anche l'associazione nazionale bonifiche e irrigazioni ha presentato il suo piano per risanare l'Italia dal rischio idrogeologico. Il conto è salato: 8 miliardi di euro per 3.400 interventi da distribuire su tutto il territorio nazionale per 6.251 scuole e 547 ospedali esposti al rischio idrogeologico e 28 milioni di persone.
 
In Sicilia sono complessivamente 65 gli edifici a rischio.
L'Anbi ha fatto il punto della situazione sul dissesto idrogeologico del Paese, ribadendo che “l'adeguamento delle opere di bonifica idraulica è condizione fondamentale per la sicurezza del territorio” per “qualunque attività economica”. Del resto se non si previene, i costi sono destinati ad aumentare anno dopo anno. Lo dicono le cifre diffuse proprio dall'associazione bonifiche: nel 2010 gli interventi programmati erano 1.365, poi 2.519 nel 2011, 2.943 nel 2012, 3.342 nel 2013. Di conseguenza sono cresciute anche le risorse da impiegare passate da 4,1 miliardi del 2010 agli 8 di quest'anno.

La linea del rischio naturale attraversa senza distinzione quasi tutte le regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia. Tutta Italia ha edifici potenzialmente esposti ad elevato rischio idrogeologico. La mappatura del suolo nazionale, includendo soltanto scuole e ospedali, considera per la Sicilia 65 edifici a rischio (60 scuole e 5 ospedali). Il resto è suddiviso così: Piemonte, 608, 61; Valle d'Aosta, 34, 2; Lombardia, 647, 72; Trentino Alto Adige, 229, 19; Veneto, 600, 48; Friuli Venezia Giulia, 223, 18; Liguria, 112, 12; Emilia Romagna, 827, 103; Toscana, 534, 46; Umbria, 114, 6; Marche, 187, 21; Lazio, 321, 32; Abruzzo, 136, 9; Molise, 80, 6; Campania, 1.017, 56; Puglia, 164, 11; Basilicata, 42, 2; Calabria, 250, 15; Sardegna, 67, 4.

Continuare in questi termini potrebbe essere veramente pericoloso. Lo dicono i dati statistici dei principali eventi alluvionali in Sicilia. Il database online è realizzato dal sistema polaris, gestito dall'Istituto di ricerca e protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr). Tra il 1900 e il 2010 si sono verificate almeno sette alluvioni con conseguenze gravissime per la popolazione siciliana: Modica (16 settembre del 1902, 112 morti), varie località (21 novembre 1915, 130 morti), Palermo (febbraio 1931, 15 morti), Trapani (2 settembre del 1965, 18 morti), varie località (gennaio del 1973, 37 morti), Trapani (5 novembre del 1976, 18 morti), Messina (primo ottobre del 2009, 31 morti e 6 dispersi). Il bollettino è quello di una piccola guerra: 367 tra morti e dispersi. Senza considerare il costo economico: tra il 2009 e il 2012 una stima complessiva dei danni causati dalle alluvioni in Sicilia arriva a 1,5 miliardi. 
  
Il presidente dei consorzi Massimo Gargano ha lanciato la disponibilità e il sostegno dell'associazione che rappresenta in quanto costituita da realtà   "qualificate" per contribuire e fornire supporto alle istituzioni. Ma non basta, perché “occorre cogliere anche le opportunità che offrono i fondi comunitari per la Pac 2014-2020”. Per Gargano “non è più procrastinabile un programma di messa in sicurezza del territorio che garantisca le condizioni di conservazione del suolo indispensabili alla vita civile ed alle attività produttive”.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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