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Catania - Il lungomare? Pure lui è precario tra rifiuti, incuria, frane e pericoli
di Desirée Miranda

Dovrebbe essere una delle zone migliori della città, ma da anni è trascurato anche nelle cose essenziali. Un triste ‘tour’: costone roccioso insicuro, marciapiedi divelti, piazze transennate

Tags: Catania, Lungomare



CATANIA - Dovrebbe rappresentare una delle zone più belle della città di Catania, una di quelle che la caratterizzano e la rendono diversa dalle altre città, nonché più bella e attraente per gli autoctoni e per gli stranieri, ma così non è. Stiamo parlando del lungomare della città di Catania che piuttosto che rappresentare uno dei fiori all’occhiello, con il passare del tempo si sta trasformando sempre più in una zona dissestata quindi interdetta e sgradevole alla vista. Quasi nulla funziona al lungomare di Catania che diventa sempre più instabile e pericoloso. Il costone roccioso infatti è sempre più insicuro a causa dell’erosione del mare e del vento che ha portato alla creazione di grotte nella falesia sempre più profonde. Tutta la zona ha subito dei danneggiamenti, ma sono le due piazze, piazza Tricolore e piazza Nettuno, a soffrire di più le azioni degli agenti della natura.
 
Numerose e ripetute nel tempo sono infatti le ordinanze della Guardia costiera che interdicono la zona sia dal lato mare per tutti i bagnanti che nella parte sovrastante rappresentata proprio dagli slarghi che costituiscono le piazze. Tra le due, meglio la situazione di piazza Nettuno che rispetto a piazza Tricolore sembrerebbe meno pericolante. Entrambe, comunque sono delimitate e il loro utilizzo non può che essere parziale. Se piazza Tricolore però è praticamente quasi tutta chiusa al transito e delimitata da transenne in ferro e cartelli attestanti pericolo, piazza Nettuno è transennata solo nella parte più vicina al mare. La zona comunque appare un po’ lasciata a se stessa e, come un’abitudine, è continuamente sporcata dai catanesi che tanto decantano le lodi della propria terra, ma che non si impegnano abbastanza per tutelarla. Spazzatura vecchia e nuova fatta di carta, bottiglie e lattine si accumula lungo tra le aiuole, soprattutto quelle lato mare. Quelle più vicine al bordo del marciapiede, invece, seppure appaiono meno sporche e seppure sono dotate di impianto di irrigazione automatico, appaiono con terra e piante secche e abbandonate. Scomparsi i numerosi cassonetti rossi che sono stati sostituiti da pochi e piccoli cestini per i rifiuti.

Tra piazza Tricolore e piazza Nettuno, inoltre, ci sono i resti di quello che qualche un paio d’anni fa è stato il lido Tribe beach. Rimangono ancora molte delle attrezzature montate e lasciate abbandonate, come porte con vetri rotti, una grande quantità di legno che in parte è ancora montato in una passerella e in chiosco, in parte è smontato e lasciato sugli scogli. Anche alcuni grossi fusti per l’acqua utilizzati per le docce, sono ancora lì. Manca invece, la rete che era stata montata sulla ringhiera proprio a delimitare lo spazio in gestione del lido, così che almeno il mare è ben visibile dalla strada. La ringhiera stessa poi, è vecchia e arrugginita e in alcuni punti come in piazza Nettuno o nello slargo davanti l’istituto Nautico, parte di questa ringhiera è ceduta.
Il maltempo delle settimane scorse ha infatti flagellato la zona già precaria e ha fatto cadere un pezzo di ringhiera in piazza Nettuno, obbligando i tecnici comunali a restringere ancora più la zona interdetta con delle recinzioni metalliche. Davanti al Nautico non è ancora caduta, ma è chiaramente pericolante e al momento è transennata.

La passeggiata del lungomare si conclude a piazza Mancini Battaglia, a Ognina. Qui i problemi sono più di decoro che strutturali, seppure questi non manchino. Sedersi su una panchina ad ammirare il mare dovrebbe essere piacevole e invece bisogna fare i conti con una grande puzza di spazzatura, soprattutto pesce, che arriva dai cassonetti posti proprio dietro le panchine. Un’altra “normalità” a Catania?

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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