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Buco da un miliardo alla Regione
di Lucia Russo

Conti in rosso. Nel 2008 peggioramento rispetto al 2006-2007.
Previsioni errate. La vendita del patrimonio immobiliare non ha fatto registrare 923,3 milioni di euro di entrate, ma solo 5,4 mln, con una differenza in meno di 917,8 milioni.
Dpef 2010-2013. “Avviare con enti locali, aziende, agenzie, consorzi e altri beneficiari di trasferimenti diretti da parte della Regione, uno specifico patto di stabilità regionale”.

Tags: Francesco Ajello, Regione Siciliana, Bilancio



PALERMO - I nodi al pettine escono fuori adesso che alla commissione Bilancio del Parlamento regionale si esaminano i ddl rispettivamente del Rendiconto della Regione per l’esercizio finanziario 2008 e di Assestamento del bilancio 2009.
Come spiegano bene le “Note di lettura” redatte dal Servizio Bilancio dell’Ars, diretto da Francesco Ajello, ogni anno entro maggio i conti dell’esercizio finanziario scaduto vengono presentati alla Corte dei Conti per il giudizio di parifica che viene trasmesso dai magistrati contabili all’Assemblea insieme alla Relazione sul rendiconto.
Il disegno di legge sul Rendiconto, parificato dalla Corte dei Conti, viene trasmesso dal Governo all’Assemblea ed assegnato per l’esame alla commissione Bilancio, per poi essere discusso e votato dall’Aula. I risultati di gestione dell’esercizio precedente incidono per l’assestamento del bilancio dell’anno in corso.

Nel Rendiconto 2008 emerge che le entrate accertate nel 2008 sono state inferiori alle previsioni sia per quanto riguarda le entrate in conto capitale che per l’accensione di prestiti. E cioè la vendita del patrimonio immobiliare non ha fatto registrare 923,3 milioni di euro di entrate, ma solo 5,4 mln, con una differenza in meno di 917,8 milioni. Tra le variazioni in corso d’esercizio anche nell’accensione di prestiti, con il prestito dallo Stato di 2,8 miliardi per il consolidamento dei debiti del servizio sanitario regionale anteriori al 31 dicembre 2007. I proventi dai derivati, poi, sono stati la metà del previsto (24,5 milioni contro i 59,8 delle previsioni), infatti, è scritto nelle Note del Servizio bilancio: “rispetto all’esercizio 2007 le operazioni finanziarie in uscita sono risultate superiori rispetto a quelle in entrata”. E così si spiega un buco nelle entrate di più di un miliardo di euro.
La valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione rientra nella mission della Sicilia Patrimonio immobiliare Spa, costituita nel 2004 con legge regionale, partecipata dalla regione Siciliana al 75 per cento e il restante 25 per cento di pertinenza del partner privato Psp scrl, società consortile, scelta con bando di gara ad evidenza europea.
 
Eppure il presidente di Sicilia Patrimonio immobiliare, Carlo Sorci, ha assicurato un compenso tra i più alti delle partecipate della Regione: ben 105.794 euro.
Nel Documento di programmazione economica e finanziaria 2010-2013 è scritto nella parte dedicata alla “Manovra correttiva” che si dovrà procedere al “non più rinviabile riordino, anche attraverso l’accorpamento o la soppressione, di tutti gli enti, consorzi, agenzie regionali e organismi che in atto gravano sul bilancio della Regione, ciò al fine di determinare tangibili risparmi al bilancio regionale”. “In merito si ritiene necessario – è scritto nel Dpef che in questa settimana è in commissione Bilancio per l’esame - avviare con tutti gli enti, ivi compresi gli enti locali, aziende, agenzie, consorzi ed organismi vari che beneficiano di trasferimenti diretti da parte della Regione, uno specifico patto di stabilità regionale. è, inoltre, intenzione del Governo provvedere alla parametrazione di tutte le indennità ed i compensi corrisposti ai componenti degli organi di tutti gli enti ed, in generale, organismi vari che gravano sul bilancio regionale (es. Agenzie, consorzi, ect...)”. La Regione con la manovra correttiva intende porre rimedio agli errori del passato che hanno comportato deficit nel bilancio e buchi nelle entrate.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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