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Il Megafono di Crocetta torna alla carica
di Redazione

Il deputato regionale Giambattista Coltraro: "Pur rimanendo vicino al Pd, avrà una sua autonomia con statuto e tesserati". L'estate scorsa i democratici avevano posto un veto al presidente: o con noi o fuori. Ma adesso lo scenario è cambiato

Tags: Megafono, Crocetta, Pd, Giambattista Coltraro, Giuseppe Lupo, Fausto Raciti



Il Megafono di Rosario Crocetta è tornato alla carica, dopo un lungo periodo di silenzio causato dalla decisione della Direzione nazionale di porre il governatore di fronte a una scelta: o con noi o fuori dal Pd. Era un caldo 24 luglio dell’anno scorso e a Roma veniva emessa la sentenza: “Sono escluse dalla registrazione nell’anagrafe degli iscritti e nell’albo degli elettori del Pd le persone appartenenti ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti a gruppi consiliari diversi da quello del Partito democratico”. Insomma un messaggio inequivocabile al presidente della Regione siciliana, che però anche in quella occasione sostenne “Il Megafono è un’idea”. Un modo per provare ad aggirare il guinzaglio romano.
 
Ma in quel periodo segretario regionale era ancora Giuseppe Lupo che, al netto dell’abbraccio in Aula di ieri, non ha mai avuto un buon rapporto con l’ex sindaco di Gela. E così Crocetta fu costretto a iscriversi al gruppo parlamentare dei democratici all’Ars.
 
Oggi sembra passata un’era geologica, anziché una manciata di mesi. A capo della segreteria regionale è stato eletto, con il meccanismo delle primarie, il giovane Fausto Raciti con il quale il governatore sembra aver trovato subito un buon feeling.
 
Potrebbe essere stato questo cambio di vertice ad aver incoraggiato il partito “in quiescenza” a riorganizzarsi. Adesso, spiega il deputato regionale Giambattista Coltraro, “il Megafono si organizza” perché servono “nuove e più fresche energie libere contro la vecchia, disastrosa politica”. E “pur rimanendo vicino al Pd”, aggiunge Coltraro, “avrà una sua autonomia con un proprio statuto e propri tesserati”. Alle primarie per il segretario nazionale e per quello regionale, le donne e gli uomini del Megafono hanno sostenuto Matteo Renzi e Fausto Raciti, “un segnale forte, chiaro e inequivocabile di cambiamento e di rinnovamento”.

“Ci stiamo organizzando - continua Coltraro - perché dal territorio emergono richieste ben precise di cambiamento e di rinnovamento delle politica e delle prassi amministrative. I tempi sono cambiati e pure le realtà. La vecchia politica che ha devastato la Sicilia ormai è quasi del tutto sparita, cancellata dal voto ma anche dalle giuste azioni della magistratura”.
 
“Dobbiamo lavorare per eliminare corruzione e sprechi intollerabili sotto ogni punto di vista, semplificare la burocrazia, ridurre i costi della pubblica amministrazione, recuperare il degrado dei territori, migliorare servizi ed infrastrutture - prosegue - Tutti questi sono punti irrinunciabili per il Megafono e la loro realizzazione dovrà esser affidata a persone capaci e meritevoli che assicurino nuove e più fresche energie libere da quelle pregresse e condizionanti appartenenze politiche che hanno fallito nella loro azione”.
 
Con un segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, impegnato a dare un nuovo Governo al Paese, e uno regionale che punta a ricucire piuttosto che a dividere, la strada sembrerebbe essersi liberata.
 

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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