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Palermo - Mercati: nuova organizzazione per garantire ordine e legalità
di Gaspare Ingargiola

Ma il Regolamento unico presentato a maggio dalla Giunta Orlando attende ancora l’esame del Consiglio. Le notizie di cronaca hanno evidenziato la necessità di provvedimenti mirati

Tags: Palermo



PALERMO – Un’area da 36.118 metri quadrati, 74 stand e 72 operatori in mano alla criminalità organizzata. È questa la conclusione cui è arrivata la Direzione investigativa antimafia di Palermo nell’ambito di un’indagine sul mercato ortofrutticolo di Palermo che, come pubblicato sul QdS di sabato scorso, ha portato al sequestro di beni per 250 milioni di euro a cinque imprenditori accusati di essere contigui al clan mafioso dei Galatolo dell’Acquasanta. Un’infiltrazione profonda a tal punto da far dire al sindaco Leoluca Orlando e all’assessore ai Mercati, Marco Di Marco, che “fin dal nostro insediamento è stato evidente che la situazione delle aree mercatali della città versava in una situazione certamente fuori dalla legalità”.

Forse era difficile immaginare un’operazione di tale portata da parte delle Forze dell’ordine ma già l’anno scorso l’amministrazione aveva capito che qualcosa non quadrava e aveva parlato dei propri sospetti agli inquirenti. E va dato atto alla giunta Orlando di aver provato con diversi provvedimenti a rivedere i rapporti con i concessionari e a riorganizzare il sistema dei mercati, a partire dalla stipula di un nuovo regolamento, che, per quanto riguarda l’impianto di via Monte Pellegrino, è fermo addirittura al 1959. Ad appena tre anni dopo, 1962, risale invece quello del mercato ittico.

La prima delibera specifica sull’ortofrutticolo è la 156 del 22 ottobre 2012: la Giunta avviò l’installazione di impianti di videosorveglianza (sei telecamere nuove di zecca, altre sei al Suap e quattro all’ittico, per un totale di 29 mila euro alla ditta Vernengo), la ridefinizione degli spazi interni adibiti a parcheggio (che in origine addirittura “risultano non avere tale destinazione d’uso” poiché non c’era “alcun interesse pubblico” per fare un parcheggio), il rifacimento strutturale dell’impianto di via Monte Pellegrino attraverso una serie di interventi di emergenza come il ripristino del manto stradale e del muro perimetrale, l’ancoraggio di dissuasori di cemento, la dotazione della segnaletica stradale e orizzontale, il rifacimento dei bagni (affidati poi agli stessi commercianti mediante un protocollo d’intesa) e la rimozione dell’eternit. Quest’ultimo intervento, a opera della ditta Multieco Ambiente, è costato 25 mila euro, è stato ultimato ad aprile 2013 e ha permesso di eliminare 1.200 mq di amianto.
 
Altro passaggio della delibera 156 che lascia pensare come dalle parti di piazza Pretoria qualcosa si cominciasse a intuire è il comma C dell’articolo 2 nel quale l’amministrazione mostra la volontà di affidare la gestione dei servizi (monitoraggio e controllo accessi, viabilità e circolazione) tramite un bando di gara, “formalizzando così la revoca e la cessazione di ogni rapporto con la società che in atto usufruisce della suddetta area”.

L’ultimo tassello di questa completa riorganizzazione sarebbe stato il Rum, il Regolamento unico dei mercati che gli uffici dell’assessore Di Marco hanno presentato alla stampa lo scorso maggio ma che ancora giace presso il Consiglio comunale. Innanzitutto il Rum immagina che in fase di discussione del nuovo Piano regolatore si possano accorpare i tre mercati generali (oltre all’ortofrutticolo e all’ittico c’è il florovivaistico) in un’unica vasta area momentaneamente individuata a Bonagia. Tante le novità introdotte nel documento: connessioni wi-fi nelle aree mercatali, facchinaggio e trasporto affidati a cooperative in possesso dei necessari requisiti sanitari, bandi di gara per i parcheggi e gli stand liberi, servizi di bar e ristoro, bagni autopulenti, regole ferree per l’accesso, incompatibilità tra il ruolo di dipendente comunale e quello di commerciante alle attività di rilevazione statistica, incremento dei servizi bancari per una maggiore tracciabilità dei pagamenti, controlli microbiologici trimestrali.

Oltre che nei mercati generali il Rum mette ordine anche nei 22 mercati rionali e nei mercati storici come Ballarò, Capo o Vucciria e crea le nuove tipologie dei mercati dell’usato e del contadino.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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