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Il Made in Sicily per raddoppiare il Pil
di Michele Giuliano

Agroalimentare, vino, marmo, artigianato: senza un brand riconosciuto solo l’1,6% dei prodotti vola all’estero. I siciliani spendono 10 mld per mangiare e bere ma producono solo per 3,5 mld

Tags: Economia, Pil



Un brand siciliano? Oggi un sogno, ma appare una necessità. Le condizioni dell’attuale mercato nazionale lasciano poco spazio ad altre interpretazioni: in Sicilia e in Italia in generale i consumi calano. Una valida contromisura potrebbe essere rappresentata dalla realizzazione di un marchio unico: tutte le imprese di qualità, con produzioni eccellenti e uniche nel loro genere, racchiuse in un unico brand. Le potenzialità ci sono tutte perché l’Isola può contare su aziende e produzioni uniche nel loro genere, su paesaggi e bellezze storiche, artistiche e architettoniche straordinarie e superiori a molti territori turistici nel mondo. Forse il meglio lo si offre proprio da queste parti. Ma i numeri inchiodano la Sicilia, il cui export, secondo l’ultimo report di Banca Nuova, è quasi tutto incentrato sui prodotti petroliferi. Non è difficile ipotizzare che con un brand unico, universalmente riconosciuto, il Pil siciliano potrebbe raddoppiare. (continua)

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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