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Quotidiano di Sicilia

La formazione continua a fare il pieno di operatori del benessere
di Michele Giuliano

Anche nell’apprendistato professionalizzante c’è un surplus di corsi per estetisti e parrucchieri. È il terzo percorso più gettonato: surclassato persino l’“operatore del turismo”

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Mille e 441 apprendisti in Sicilia: tanti sono quelli che usufruiranno del voucher relativo all’Avviso 1 per l’apprendistato professionalizzante. La graduatoria è stata pubblicata dall’assessorato regionale del Lavoro che ha esitato le proposte formative ammesse al Catalogo dell’offerta formativa. Ancora una volta emerge in Sicilia la “pazza voglia” di formare estetisti e parrucchieri. Come se già non bastassero le caterve di soldi che vengono garantiti agli enti finanziati attraverso l’Avviso 20 in altri segmenti formativi.
 
La Sicilia continua a sfornare anche quest’anno i cosiddetti “operatori del benessere” in quantità industriale. Ed è numericamente impossibile, per il numero di aziende attive in questo settore, che per tutti ci sia lavoro. Nella misura dell’apprendistato sono stati inseriti in graduatoria  187 operatori da formare per il “Trattamento estetico e cura della persona”, vale a dire per l’appunto estetisti e parrucchieri. Stiamo parlando quindi di oltre il 10 per cento totale di tutti i percorsi inseriti in graduatoria, il terzo settore più gettonato dopo “Marketing e vendite” (301 operatori) e “Produzione e distribuzione pasti” (235).

C’è pochissimo spazio per l’artigianato in senso stretto, quando invece questo settore produttivo avrebbe bisogno di nuova mano d’opera altamente specializzata sul mercato siciliano: si intravedono appena 8 percorsi formativi in “Progettazione e produzione tessile ed abbigliamento”, 33 in “Progettazione e produzione prodotti ceramici” ed appena 3 in “Progettazione e produzione arredamenti”.

Il turismo? Non c’è neanche per questo comparto un grande risalto: appena 96 operatori da sfornare per la “Promozione ed erogazione servizi turistici”, alla faccia della Sicilia e delle sue bellezze da valorizzare. La cosa triste è che la formazione non sembra abbia per nulla voltato pagina. Infatti di profili professionali inutili se ne intravedono ancora. Basti pensare ai corsi ex Oif, finanziati con oltre 15 milioni di euro, di cui la metà sono destinati proprio ad estetisti e parrucchieri. Il 55 per cento dei corsi appena finanziati dell’ex Oif a valere sull’annualità 2013-2014 nell’ambito di percorsi triennali ha come finalità quella di creare appunto “operatori del benessere”: su 178 corsi sono 97 quelli destinati a formare questa tipologia di figure “professionali”. Subito dopo c’è l’operatore della ristorazione, con 25 corsi in giro per l’Isola e poi l’operatore elettrico, in questo caso i corsi sono 22. Un segmento, questo dell’Oif, ancor più delicato se si considera che a farne parte sono i cosiddetti “dispersi” delle scuole, chi cioè conclusa la scuola media non vuole proseguire.

Ritornando al Catalogo Regionale dell’Offerta Formativa per l’apprendistato professionalizzante, si articola in percorsi che sviluppano competenze di base e traversali per apprendisti assunti in Sicilia. Ciascun percorso formativo dovrà avere una durata complessiva pari a 120 ore e dovrà essere articolato in 40 ore dedicate allo sviluppo delle competenze di base (I annualità) e 80 ore allo sviluppo delle competenze trasversali (II e III annualità).
 


L’approfondimento. L’articolazione dell’apprendistato professionalizzante
 
Il Catalogo Regionale dell’Offerta Formativa per l’apprendistato professionalizzante si articola in percorsi che sviluppano competenze di base e traversali per apprendisti assunti in Sicilia. Ciascun percorso formativo dovrà avere una durata complessiva pari a 120 ore e dovrà essere articolato in 40 ore dedicate allo sviluppo delle competenze di base (I annualità) e 80 ore allo sviluppo delle competenze trasversali (II e III annualità). Tra i temi che dovranno essere sviluppati figurano: principi di legalità costituzionale e contrasto all’illegalità nell’ambito del lavoro; economia sommersa e lavoro irregolare; Politiche per l’emersione e regolarizzazione del lavoro; cittadinanza e partecipazione; giurisprudenza nazionale e comunitaria sul principio dell’uguaglianza di genere; le pari opportunità: teorie e prassi; azioni positive e Gender Mainstreaming; strumenti per la conciliazione vita-lavoro; elementi di diritto del lavoro e diritto sindacale; la contrattazione collettiva. Questo per quanto concerne la I annualità, mentre per la II e III annualità si dovranno approfondire conoscenze e capacità che caratterizzano il profilo professionale dell’apprendista e che sono comuni a più profili di una stessa area professionale.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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