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E se Palermo diventasse campagna?
di Redazione

La proposta è di un gruppo di ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma: trasformare la Capitale, Milano e il Capoluogo siciliano in delle grandi aree al verde, potenziando l'agricoltura e i trasporti

Tags: Palermo, Università Sapienza Di Roma, Milano, Sapiexpo



Trasformare le città in campagna, ovvero rendere sane e vivibili metropoli come Roma, Milano e Palermo: un obiettivo che può essere raggiunto sfruttando al meglio le aree verdi, sviluppare agricoltura a chilometro 0 e migliorando i trasporti.
L'ambizioso progetto nato da ricercatori dell'Università Sapienza di Roma, con la collaborazione di varie istituzioni tra cui l'Università del Molise, è presentato nel corso delle giornate SapiExpo.
 
“Anche nelle grandi metropoli si può vivere bene, mangiare sano e respirare aria pulita come avviene nelle campagne”: è questa la grande sfida proposta da Carlo Blasi - docente di ecologia vegetale - per rispondere ai grandi cambiamenti demografici e alimentari in atto. Le città continuano a crescere a ritmi molto alti, in tutto il mondo, e diventa sempre più urgente trovare risposte per recuperare la qualità della vita, ambientale e dell'alimentazione che comporta lo sviluppo metropolitano non controllato.
 
“Per questo - ha proseguito Blasi - abbiamo messo insieme per la prima volta economisti, tecnici dell'alimentazione, urbanisti e altri specialisti per analizzare e risolvere i problemi che affliggono le aree metropolitane”.
Il progetto, denominato Eating, city and wellbeing in the metropolitanean areas, partirà dallo studio di 3 città italiane, Roma, Milano e Palermo per cercare possibili soluzioni che ne possano rivoluzionare la qualità della vita.
 
“Uno di questi aspetti - ha proseguito Blasi - è la definizione di un migliore 'governo' della filiera agricola, Roma ad esempio ha una grande quantità di terreni agricoli al suo interno che non vengono utilizzati. Questo vorrebbe dire poter aumentare la produzione di cibo a chilometro 0 che ha un impatto ambientale, economico, e sul traffico minore di quello tradizionale”. Sarebbero sufficienti piccoli accorgimenti e nuove politiche del territorio per poter quindi rendere anche le più caotiche delle città italiane in un angolo di campagna e valorizzare gli aspetti positive delle due realtà.
 

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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