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Piano amianto, risorse per l'edilizia
di Rosario Battiato

Calendarizzato all’Ars il ddl che dovrà mettere fine al ritardo di due decenni, avviare mappatura e bonifiche. Pippo Gianni (Centro Democratico): “Occasione anche per dare lavoro a molta gente”

Tags: Economia, Amianto, Pippo Gianni



PALERMO – Sembrano definitivamente superate le polemiche dei giorni scorsi in merito alla copertura finanziaria del disegno di legge sull'amianto. Il provvedimento è stato calendarizzato all'Ars e in tempi brevi potrà diventare legge. Previsti 21 milioni e 500 mila euro per dare il via al piano di mappatura, bonifica dei siti e sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti. Uno strumento di lotta ai pericolosi effetti del minerale, tra cui le patologie correlate come il mesotelioma, che potrebbe approdare in Sicilia dopo oltre due decenni di attesa e mettere in campo risorse per l'edilizia.

Pippo Gianni, deputato regionale del Centro Democratico e uno degli autori del disegno di legge, si è dichiarato “molto soddisfatto perché l'assessore al Bilancio Bianchi, con la condivisione della Commissione tutta e del presidente Nino Dina, ha ridato copertura finanziaria sulla legge sull'amianto, che scriverà una pagina nuova per quanto riguarda la sanità e il lavoro”. In ballo ci sono più di 20 milioni di euro che costituiranno una prima tranche per avviare i lavori necessari a liberare la Sicilia dal pericolo amianto. “Adesso chiederò che sia approvato al più presto – ha dichiarato Gianni al QdS – perché continuano a esserci migliaia di persone ammalate”.

Altro capitolo della vicenda riguarda il futuro delle attività produttive in Sicilia. “L'approvazione del provvedimento permetterà anche di attivare il settore edilizio, si tratta di un'operazione che farà lavorare un sacco di gente”. Un provvedimento decisivo anche per accedere alle future risorse europee.

Anche l'Ona, l'osservatorio nazionale amianto che ha seguito da vicino la vicenda tramite le diverse sezioni sorte in Sicilia tra cui quella di Siracusa guidata dal coordinatore regionale Calogero Vicario, ha espresso pieno appoggio all'avanzamento del provvedimento e al lavoro compiuto da Gianni e Crocetta, un passaggio che è indispensabile “nell’affrontare la drammatica condizione dei lavoratori esposti ad amianto nella regione siciliana”.

Il disegno di legge n° 381 “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto” dovrebbe colmare un vuoto lungo 21 anni, tanti quanti ne sono passati dalla legge nazionale numero 257 del 1992. I problemi all'ordine del giorno sono differenti: mappatura dei siti contenenti amianto, avvio delle bonifiche, istituzione di un Registro regionale per gli esposti ed ex esposti ad amianto e soprattutto creazione di discariche ad hoc per l'inertizzazione del pericoloso materiale. Ad oggi, infatti, in tutta Italia esistono soltanto 22 discariche in esercizio, 4 sospese, 6 in attesa di autorizzazione, 41 chiuse o con lotto dedicato chiuso. In Sicilia nemmeno l'ombra. Eppure consideriamo che, secondo dati dell'Istituto superiore di Sanità, in Italia ci sono ancora trenta milioni di tonnellate di Eternit ancora in uso, ovvero il peso di mille grattacieli da 150 piani, più altre migliaia di tonnellate di materiali contenenti amianto.

Intanto i siciliani continuano ad ammalarsi e morire. Il Renam (registro Registro nazionale mesoteliomi istituito presso l'Inail – Dipartimento Medicina del lavoro) ha certificato che dal 1993 al 2008 sono stati 823 i casi di mesotelioma segnalati (780 pleura, 41 peritoneo, 2 pericardio) con 360 casi di esposizione definita. Allo stato dei fatti ci sono 91 i casi di esposizione professionale certa, 49 probabile e 54 possibile, ma ci sono ancora 120 casi di origine ignota.

Inoltre non è detto che il picco dei casi sia stato raggiunto, perché si tratta di patologie che hanno periodi di incubazione anche piuttosto lunghi. Secondo i dati dell'Ona, basati su indagini epidemiologiche eseguite in Sicilia, è emersa “un’aumentata incidenza di patologie asbesto-correlate nell’intera isola”. Nel mirino ci sono nomi assai noti come Biancavilla, sito di interesse nazionale (sin) che ospita Montecalvario. Nel centro etneo incide la presenza della fluoroedenite, un minerale di amianto che attualmente non gode della dovuta considerazione da parte della legge italiana. Anche su questo fronte si sta lavorando a livello nazionale. Le altre priorità di intervento, considerando che per gli edifici dei privati sarà complicato avere delle stime precise, sono i poli industriali di Sicilia o le loro immediate vicinanze. “I profili di maggior allarme sono emersi nelle città di Gela, nel comprensorio di Priolo-Augusta-Melilli, Milazzo, Biancavilla (questi sono tutti sin, ndr) e Siracusa”.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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