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Prestiti per riqualificazione energetica, trend in crescita
di Federica Franzolini

In Italia due terzi del mercato edilizio sono impegnati nella riqualificazione degli edifici. Chiedere prestiti per ristrutturare casa secondo norme “green” si può

Tags: Riqualificazione Energetica, Prestiti



La preoccupazione dei consumatori di tutto il mondo si divide sempre più spesso tra la voglia di risparmiare e di fare qualcosa che possa alleviare le sofferenze di un mondo sempre più inquinato. Il nuovo trend “verde” propone quindi una soluzione sicuramente conveniente nel lungo periodo, quella della riqualificazione energetica: si tratta di un accorgimento che richiede più di un semplice impegno etico, allora sono molte le finanziarie che si impegnano nella offerta di prestiti vantaggiosi per ristrutturare casa.
 
Tra l’altro, anche in questo nobile impegno, la rete risulta essere un alleato vincente data la presenza di portali di confronto online che offrono la possibilità di comparare le soluzioni delle singole finanziarie, passando dai prodotti IBL Banca fino a quelle di Compass e di altri gruppi.
 
Proprio da notizia di questi giorni, sappiamo che il mercato edilizio, pur essendo in sofferenza per quanto riguarda la nuova produzione edile, registra una positiva crescita per le riqualificazioni e le ristrutturazioni di edifici già esistenti a scopo di efficienza energetica. Ma vediamo meglio la situazione, dati alla mano, grazie alle ricerche del Cresme, presentate al convegno Ri.u.so 03 al cospetto di Ance, Legambiente e Consiglio Nazionale Architetti.
 
Dopo una panoramica negativa sulla situazione dell’Italia dal punto di vista dell’efficienza energetica (sono infatti una su tre scuole ad aver superato la veneranda età di 50, così come più della metà degli edifici pubblici risale a 70 anni fa), ecco i numeri, imponenti, degli sprechi: si stima infatti che in oltre 52mila scuole lo spreco di energia per luce e riscaldamento sia pari a 1,3 miliardi di euro.
 
In 137mila edifici pubblici italiani, pare che gli sprechi si attestino intorno alla più “economica” cifra di 664 milioni di euro. Ma a vincere la gara dell’energia sprecata è senz’altro l’imponente numero degli edifici residenziali (ben 11,8 milioni), con 45,2 miliardi di euro.
Cifre che fanno girar la testa, ma a cui gli incentivi fiscali vogliono cercare di riparare: nell’ultimo anno infatti, pare siano stati stanziati ben 19 miliardi di euro, 14,5 dei quali rivolti alla ristrutturazione e 4,5 per riqualificazione. Quel che si dovrà fare, allora, sarà adeguare i Piani delle nuove case a regole di efficienza energetica, ma andare ad agire in modo consistente anche su quegli edifici con strutture ormai da mandare in pensione.
 
A questo proposito, ecco le parole di Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha sostenuto come “l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare esistente sia un imperativo per l'Italia, così come per gli altri Stati membri dell'Ue in presenza di una Direttiva che fissa una serie di obiettivi stringenti”.
 
Piuttosto incoraggianti sono però i risultati emersi da una ricerca che ha preso in considerazione il periodo 2006-2013: crolla sì l’industria edilizia per quanto concerne la costruzione di nuovi immobili (-32% complessivo), tuttavia pare stia crescendo il numero di consumatori alla ricerca di una soluzione definitiva agli sprechi in casa o in ufficio: un +11% lo registra allora tutta l’attività volta a riqualificare il patrimonio esistente, per cifre pari a 173,5 miliardi di euro se ci riferiamo al solo 2013.
 

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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