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Quotidiano di Sicilia

Furti d’auto a noleggio, Catania batte tutti
di Rosario Battiato

Nel centro etneo record assoluto del 2013 e concentrazione dell’80% dei mezzi in affitto scomparsi di tutta la Sicilia. L’appello delle aziende: “Pronti a lasciare l’Isola senza l’adeguato intervento delle Istituzioni locali”

Tags: Auto



PALERMO – L'Aniasa, associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici, potrebbe presto lasciare la Sicilia. L'organizzazione, che rappresenta il settore del noleggio veicoli in seno a Confindustria, ha denunciato l'esorbitante crescita dei furti di auto a noleggio nelle regioni meridionali.
 
Tra le località a rischio abbandono ci sono Sicilia, Campania e Puglia, che potrebbero così vedersi private, non solo di aziende e occupazione sul territorio, ma anche di servizi di mobilità assai preziosi per i turisti. Il regno dei topi d'automobile è soprattutto Catania che da sola racchiude l'80% dei furti di Sicilia con dato superiore a quello di una regione come la Lombardia da quasi 10 milioni di abitanti e con tre aeroporti di rilevanza internazionale. La richiesta dell'associazione è precisa: attivazione immediata di un tavolo sulla sicurezza che coinvolga amministrazioni locali e centrali che definisca modalità di collaborazione con le Forze dell’Ordine al fine di individuare efficaci contromisure per arginare il fenomeno.

L'Aniasa comprende azienda per circa 7 mila lavoratori diretti, 21 mila indiretti, un fatturato complessivo da 5 miliardi e 2 di entrate fiscali garantite all’Erario ogni anno. L'organizzazione mette su strada circa 670 mila veicoli. Numeri di un colosso che in prossimità della stagione estiva potrebbe decidere di abbandonare le regioni più a rischio perché ormai è divenuta insostenibile la mole delle auto scomparse. Secondo i dati dell'associazione i furti di auto a noleggio a breve termine (quello turistico e per business) sono cresciuti in Italia di quasi il 40% (passando da 879 a 1.224 vetture) rispetto al 2012. “Il danno economico complessivo – si legge in una nota - supera i 20 milioni di euro e nei primi mesi del nuovo anno il trend sembra addirittura in ulteriore crescita”.

Le tre regioni in cima al podio dei furti sono Campania, Puglia e Sicilia. In Campania sono state 485 le auto rubate, erano state 364 del 2012, mentre la Puglia, secondo posto nazionale, è la regione che ha fatto il grande balzo in avanti con una crescita del 64% (da 146 a 246 vetture). Anche la Sicilia non scherza affatto. La Regione, posizionata comunque sul podio, ha registrato una crescita del 60%, passando dai 103 casi del 2012 ai 168 furti dello scorso anno. A fare il record dei record è proprio Catania che praticamente da sola ha totalizzato più furti di intere regioni come la Lombardia e il Lazio. Consideriamo che nel centro etneo si è concentrato l’80% del totale furti della Regione (132), mentre Lazio (117) e Lombardia (119) si devono accontentare di risultati più blandi. Consideriamo che tra Sicilia, Puglia e Campania si concentra il 73% del totale nazionali, con 899 episodi. Numeri da capogiro che sono una pericolosa miscela della crisi insostenibile e della criminalità diffusa.

L'appello dei noleggiatori è sin troppo evidente: “le istituzioni centrali e locali non riescono a contrastare il fenomeno, più volte segnalato dall’Associazione, e si rischia di costringere i grandi operatori multinazionali e nazionali del noleggio a breve termine a ritirarsi da aree strategiche per l’offerta turistica del nostro Paese, mettendo a rischio oltre 1.000 posti di lavoro nelle sole tre Regioni; senza considerare l’incalcolabile danno di immagine per il nostro Paese visto l’approssimarsi dei mesi caldi, considerato che in tutti i siti web internazionali il blocco delle prenotazioni in queste zone avrebbe una eco deflagrante”.

Il messaggio è stato ribadito da Fabrizio Ruggiero, presidente dell'Aniasa. “Da mesi stiamo provando a sensibilizzare le istituzioni sul fenomeno, ma il trend è in costante peggioramento. Siamo la categoria più colpita dal fenomeno dei furti e in alcune Regioni, in cui portiamo servizi, mobilità e occupazione, ci sentiamo oggi quasi abbandonati dalle istituzioni”.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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