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Quotidiano di Sicilia

Ars, Ddl Liberi Consorzi che sia la volta buona
di Raffaella Pessina

Formata la squadra di governo nazionale, si conta di tirare dritto. Crocetta su dati Corte dei Conti: “Da noi diverse denunce”

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Prosegue a Sala D’Ercole questo pomeriggio l’esame dei disegni di legge legati alla riforma delle province e il presidente Crocetta ha già fatto sapere di essere “molto fiducioso”. Riguardo all’articolo 7 del ddl, quello sulle città metropolitane, ha aggiunto che sarà il prossimo scoglio da affrontare. Per questo, nei giorni appena passati, il Governatore ha provveduto ad interpellare tutti i gruppi per trovare consenso intorno a questo tema.”Non penso - ha concluso - che ci sia un’opposizione che pensa di danneggiare in questo modo la Sicilia anche perché i siciliani vogliono questa riforma”.
 
E riferendosi all’alleanza con il Nuovo centro destra di Alfano ha detto: “Noi all’Ncd, come a tutte le opposizioni, abbiamo offerto una proposta di collaborazione istituzionale, che si fa sulle riforme. Ho colto un atteggiamento positivo sugli articoli 5 e 6 della riforma delle Province, da parte del Nuovo centro destra. Si tratta di un elemento positivo, ma un’alleanza di governo si basa soprattutto sulla condivisione e non su un accordo di potere”.

Ma la polemica in questo fine settimana si è spostata dai banchi dell’Aula di Palazzo dei Normanni a quelli della magistratura contabile, dove, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario della Coerte dei Conti Sezione giurisdizionale, sono piovute critiche alla classe politica per il perdurare dei problemi economici da parte della presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana Luciana Savagnone. Sotto la lente di ingrandimento sono passate le lentezze della burocrazia, la corruzione di pezzi dell’amministrazione senza controlli adeguati e le mancate risposte dei politici ai cittadini. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars ha commentato in una nota la bacchettata della Corte dei conti. “L’ennesima bocciatura di una classe politica, cui non resta una sola cosa da fare: andare a casa”. “Un fatto è certo - prosegue la nota - la corruzione dilagante colpisce tutti, tranne che il Movimento 5 Stelle che è e rimarrà il granello di sabbia che prima o poi farà saltare questo ingaggio perverso. A Crocetta chiediamo un atto di responsabilità: faccia un passo indietro, visto che di passi avanti finora non è stato in grado di farne nemmeno uno, e si torni a votare”. Sulla vicenda interviene lo stesso Crocetta: “E’ una critica (quella della Corte dei Conti), che condivido nettamente, è il senso stesso della mia battaglia e del mio governo quando abbiamo denunciato coerentemente in questi mesi - ha detto - atti di corruzione, di sprechi, sia nel mondo della sanità sia della formazione e in altri settori dell’amministrazione”. E prosegue: “Abbiamo denunciato la lentezza burocratica e ci siamo adoperati per presentare una buona legge di semplificazione amministrativa. Così come stiamo affrontando la questione delle partecipate, abbiamo attivato una commissione ispettiva ma è chiaro che la fusione delle partecipate non sarà solo un modo per ridurle, ma un’occasione per fare chiarezza su assunzioni e consulenze che dovranno essere monitorate”. E a proposito delle consulenze esterne: “Lombardo aveva quasi tutti consulenti esterni - ha concluso il Governatore - noi abbiamo il numero previsto dalla legge: su 35 dirigenti solo 3 esterni, e sono figure molto particolari”.

Infine il vicepresidente di Anci Sicilia (Associazione nazionale Comuni d’Italia) Paolo Amenta, lamenta il taglio di 100 milioni di euro destinati a spese di investimenti e la totale scomparsa del Fondo delle Autonomie con le relative riserve. “Nei Comuni si sta operando in scopertura di cassa - ha detto Amenta - a causa dell’enorme ritardo dei trasferimenti finanziari da parte della Regione. E con i bilanci già scarnificati dai tagli precedenti, questa scelta del Governo regionale serve solo a se stesso per mettersi i conti a posto e approvarsi la Finanziaria e le modifiche”. Amenta le definisce “scelte sconsiderate” perché i nuovi tagli “colpiranno i Comuni medio-grandi, che subiranno un taglio del 60% della quota investimenti, che li metterà definitivamente in ginocchio. Così - conclude - oltre alle Province scompariranno anche i Comuni, e probabilmente non avremo più bisogno di una riforma”. 

Articolo pubblicato il 04 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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