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Quotidiano di Sicilia

La Regione siciliana rottama i suoi 12 borghi
di Adriano Agatino Zuccaro

829 piccoli centri, 12 dei quali demanio regionale. Abbandonati per 60 anni, con la Legge di stabilità devono essere venduti. Un progetto di riqualificazione di 42 mln rimasto sulla carta. I privati chiamati a restaurarli

Tags: Borgo, Turismo, Regione Siciliana



Sono 829 e molti di essi giacciono in uno stato di totale abbandono. Parliamo dei borghi siciliani, piccoli agglomerati di residenze o servizi il cui sviluppo è rimasto bloccato. Risorse di inestimabile valore, i borghi potrebbero essere recuperati ed impiegati per strutture turistiche, agricole, culturali e, invece, per la stragrande maggioranza, sono ridotti a cumuli di macerie o occupati abusivamente da abitanti che si sono inseriti ad hoc nel non governo regionale.
Tra gli 829 centri e nuclei storici che sono stati censiti dall’assessorato regionale ai Beni culturali all’interno delle linee guida del Piano paesistico regionale della Sicilia - approvato con D.a. n. 6080 del 21 maggio 1999 - troviamo borghi eterogenei per fondazione e conformazione. Per alcuni di loro la Regione aveva elaborato anni addietro un progetto di recupero inserendoli nel progetto “La via dei borghi”. Ma nulla venne fatto di concreto.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Borgo Pietro Lupo in provincia di Catania
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