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Senza Ponte addio continuità territoriale
di Redazione

Gli amministratori dello Stretto chiedono interventi per migliorare i collegamenti tra le due sponde. La proposta: investire parte dei fondi per il Ponte in infrastrutture e sconti per i residenti. Operazione complicata perché il Ponte mai nato costerà più di un miliardo

Tags: Ponte Sullo Stretto, Mobilità, Continuità Territoriale



ROMA – Si torna a parlare dell'illustre assente: il Ponte sullo stretto. Finita l'epoca delle promesse non mantenute relative alla sua costruzione e avviata la liquidazione della Società Stretto di Messina con annessa caducazione dei contratti e richiesta di indennizzo e danni dalla stessa società e dai costruttori, adesso la politica torna a interrogarsi sui collegamenti nell'area dello stretto. “In merito alla continuità territoriale, in effetti, - aveva spiegato l'assessore Bartolotta al Qds - l'unica infrastruttura stabile era rappresentata dal cosiddetto. Ponte sullo stretto”. Anche Dario Lo Bosco, presidente di Rfi, società che partecipa al 13% nella Stretto di Messina, aveva spiegato che "realizzare un collegamento stabile consente anche di migliorare la qualità e l'efficienza dei trasporti, è una scelta strategica". E adesso?
 
I costi per la mobilità tra le due sponde dello Stretto di Messina sono inaccettabili ed è necessario investire parte dei fondi che erano stati stanziati per il ponte in infrastrutture e sconti per i residenti. È la posizione che gli enti locali che si affacciano sullo Stretto hanno portato in un'audizione sulla mobilità nell'area. “I finanziamenti che erano stati destinati al ponte di Messina devono essere investiti sul territorio per il miglioramento delle infrastrutture”, ha detto il presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa. A lui ha fatto eco il sindaco di Messina, Renato Accorinti, che ha chiesto la “continuità territoriale come un diritto costituzionale”. Tra le varie richieste portate ai deputati ci sono state stata quella della riduzione del 50% delle tariffe per i residenti di Reggio Calabria e Messina dei traghetti ma anche sconti sugli aerei, incentivi per i mezzi veloci in servizio sullo stretto e interventi sulle infrastrutture portuali, stradali, ferroviarie e aeroportuali.
 

Articolo pubblicato il 04 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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