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Palermo - Rap: l’inizio di una nuova epoca e adesso “nessuno ha più alibi”
di Gaspare Ingargiola

Per il sindaco Orlando cittadini, azienda e amministrazione dovranno collaborare per il decoro urbano. Si è chiusa l’era dell’Amia, caratterizzata da una città in costante emergenza rifiuti

Tags: Palermo, Rap, Amia, Leoluca Orlando, Rifiuti, Amap



PALERMO – Restano solo i debiti. Che la curatela fallimentare cercherà di saldare per quanto possibile rivendendo qualche immobile o proprietà. Ma l’Amia e la sua controllata, Amia Essemme, di fatto non esistono più. A sancirlo è stata, la scorsa settimana, la firma sull’atto di acquisto da parte della Rap, la nuova azienda per la nettezza urbana messa in piedi dall’amministrazione dopo il fallimento delle suddette ad aprile.

Adesso è il tempo per un nuovo corso. Se lo augurano tutti i palermitani, che in questi decenni hanno dovuto assistere (non senza colpe, si pensi alle cataste di spazzatura abbandonate per strada o ai mobili parcheggiati ad ogni angolo) a uno spettacolo indecoroso: periodiche emergenze nella raccolta, voragini nei bilanci, gestioni commissariali, viaggi a Dubai, spazzini che organizzavano traslochi con il mezzo aziendale o che rubavano benzina dal deposito, inchieste giudiziarie. E se lo augura l’amministrazione: il sindaco Leoluca Orlando ha parlato di “un’epoca che si chiude grazie allo straordinario impegno di tanti. Ora nessuno ha più alibi. Non avranno alibi i cittadini che dovranno pretendere e impegnarsi per un servizio efficace, non l’avranno i lavoratori che hanno mostrato responsabilità e chiederanno efficienza, non avranno alibi l’amministrazione e l’azienda che dovranno dimostrare progettualità e capacità di rilancio”.

L’operazione costa alla Rap 5 milioni di euro, già scontati dei quasi 700 mila euro che l’azienda ha dovuto versare per l’affitto in questi mesi dei beni mobili e dei 2.350 lavoratori, ora acquisiti a titolo definitivo. Va riconosciuto ai dipendenti di aver fatto la propria parte accettando sacrifici economici non da poco pur di giungere a un accordo che preservasse i livelli occupazionali e al contempo consentisse alla Rap di rimettere in sesto il bilancio, specie dopo che la Tares si è rivelata insufficiente a coprire per intero i costi del servizio. I lavoratori hanno rinunciato agli straordinari domenicali e ai premi di produttività e hanno detto di sì al congelamento del rinnovo contrattuale del 2014. Saranno avviati i prepensionamenti e l’amministrazione, infine, ha aumentato di 5 milioni i servizi di derattizzazione e disinfestazione.

Dell’intesa avrebbe dovuto far parte anche la cessione del servizio di pulizia caditoie all’Amap, la municipalizzata che gestisce il servizio idrico. Fino a questo momento Palazzo delle Aquile stanziava per le caditoie 7 milioni di euro all’Amap che ne girava 4,2 all’Amia conservandone quasi 3 per le emergenze o altri servizi. Per risparmiare sulle spese i sindacati della Rap avevano ottenuto di far traslocare i 175 addetti alle caditoie all’Amap ma dall’azienda di via Cavour hanno risposto picche. Anzi, due consiglieri di amministrazione, Michelangelo Salamone e Giuseppe Monteleone, si sono dimessi in polemica con Palazzo delle Aquile facendo decadere l’organismo a norma di statuto.
 
L’Amap non presenta particolari sofferenze finanziarie, ma i due dirigenti temevano che l’arrivo di 175 nuovi elementi, nel frattempo passati da part time a full time con relativo aumento salariale da 3 a 5 milioni di euro, potesse mandarla gambe all’aria. Dal canto suo il presidente Vincenzo Costantino (che però al momento non è più nelle sue funzioni in attesa che il Comune si pronunci sulle dimissioni dei due consiglieri) ha proposto una mediazione: la riduzione del passaggio a 130 dipendenti (90 per le caditoie e 40 per servizi coperti dalla bolletta dell’acqua), l’adeguamento del contratto di servizio come sta avvenendo per la stessa Rap e per l’Amat, il saldamento dei debiti da parte di piazza Pretoria, un aumento di capitale di 5 milioni di euro.

Una grana mica da ridere per la giunta Orlando che adesso dovrà decidere se accettare queste condizioni. Nel frattempo, però, ha sospeso l’operazione: ci ha pensato la Rap ad acquistare il ramo d’azienda sulle caditoie, in attesa di studiare una soluzione.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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