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Violazione della privacy: aumento delle sanzioni del Garante nel 2013
di Emiliano Zappalà

850 provvedimenti avviati, il 47 per cento in più dell’anno passato

Tags: Privacy, Garante



CATANIA - Tra le tante classifiche che l’Italia avrebbe bisogno di scalare nei prossimi anni c’è senza dubbio anche quella sul rispetto della privacy, non proprio ai livelli degli altri Paesi stranieri. Il Garante ha reso noto infatti pochi giorni fa il bilancio 2013 dell’attività ispettiva e sanzionatoria che riguarda appunto questa particolare categoria. Quello che è emerso è che c’è ancora molto da fare nel nostro Paese.
 
Nel complesso i cittadini vengono ancora poco informati da aziende e Pa sull’uso dei loro dati personali. Si riscontrano ancora troppi casi in cui questi vengono usati senza il consenso degli interessati, e c’è ancora poca attenzione alla messa in sicurezza dei dati personali da parte di chi li raccoglie, li usa e li gestisce. In particolare L’attività del Garante ha registrato un incremento in tutti i settori sia quello dei i controlli – nel 2013 sono stati 411, +4 per cento rispetto al 2012 - che le violazioni che nell’anno appena tascorso sono state oltre 4 milioni di euro.

I 411 accertamenti sono stati effettuati anche mediante il contributo delle Unità speciali della Guardia di Finanza, e quindi mediante il Nucleo speciale privacy, e hanno riguardato specialmente i settori sui quali il Garante concentra da tempo una particolare attenzione, ovvero call center e telefonate promozionali indesiderate, banche dati del fisco, credito al consumo e “centrali rischi”, sistema informativo dell’Inps, sanità. Ma si sono estesi poi anche alle reti telematiche con ispezioni sull’uso dei sistemi di localizzazione satellitare (gps) nell’ambito del rapporto di lavoro, sui nuovi strumenti di pagamento elettronico gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment), sulle violazioni delle banche dati dei gestori tlc.

Il dato più significativo riguarda però il numero di procedimenti sanzionatori avviati. Sono ben 850 procedimenti, a fronte dei 578 del 2012, con un aumento quindi del 47 per cento. Questi hanno riguardato, innanzitutto, la omessa o inidonea informativa con 476 sanzioni applicate, e il trattamento illecito dei dati, con 277, legato principalmente al telemarketing e all’uso dei dati personali senza consenso.

Per cercare di limitare sensibilmente il fenomeno il Garante ha dunque varato il piano ispettivo per il primi 6 mesi del 2014 che prevede sia la prosecuzione di controlli avviati lo scorso anno sia l’avvio di ispezioni in ambiti particolarmente significativi per numero o delicatezza dei dati trattati, come i call center delocalizzati in Paesi extra Ue, i sistemi di profilazione dei consumatori, le aziende farmaceutiche e i centri di assistenza tecnica e recupero dati.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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