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Quotidiano di Sicilia

Sicilia da oscar per La grande incompiutezza
di Rosario Battiato

La Regione comunica al ministero l’elenco delle opere iniziate e mai completate sul territorio: sono più di 150. Molte di queste sono ormai irrecuperabili e abbandonate, per completarle servirebbero 356 milioni

Tags: Incompiute, Sicilia, Opere Incompiute, Regione Siciliana



C’è un tour alternativo che si può effettuare in tutta Italia e che ha in Sicilia il suo luogo d’eccezione. Sono seicento opere incompiute da vedere come monumenti di un Paese sprecone e soffocato dalle sue stesse mani. Non mancano le opere appena cominciate e quelle invece completate e non fruibili, mentre per tante altre si attende l’ennesima infornata di contributi pubblici. La Sicilia è la regina di questo mondo: nell’elenco consegnato dalla Regione e inserito nel grande elenco stilato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti ce ne sono 152 made in Sicilia.
 
L’elenco dell’Anagrafe Opere Incompiute di interesse regionale, redatto dall’Ufficio Speciale di Coordinamento delle attività tecniche e di vigilanza sulle Opere Pubbliche, è stato trasmesso agli uffici del ministero per finire nel grande minestrone nazionale dell’Italia costruita sul periodo ipotetico. Prima di procedere in questo grande viaggio è bene approfondire una questione di metodo: “nell’elenco delle opere incompiute – si spiegano dal ministero - rientrano i soli interventi relativi a nuove costruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni, recupero e restauro”. Questo sistema ha chiaramente “escluso” dall’elenco regionale molte opere siciliane che funzionano a metà, o in parte, e chiaramente ci riferiamo ai depuratori e alle numerose dighe. L’elenco, inoltre, non si ferma, perché per ogni annualità dovrà esser trasmesso l’aggiornamento.
 
In Sicilia sono state censite e consegnate al ministero più di 150 opere, anche se un vecchio elenco che il QdS aveva pubblicato a fine 2013, sulla base di dati dell’Ufficio Speciale di Coordinamento delle attività tecniche e di vigilanza sulle Opere Pubbliche, c’erano selezionate 350 opere incompiute. Per completarne 299 di queste si stimava una spesa complessiva di 356 milioni di euro. Ad oggi l’ufficialità ne comprende soltanto 152 e si distribuiscono su tutto il territorio regionale senza risparmiare nessuna provincia.
 
Ci sono nove opere isolane con uno stato di avanzamento al 100% per un importo complessivo di circa 8,5 milioni di euro, ma che restano non fruibili per il pubblico. L’elenco di questi inspiegabili lavori completi e non utilizzabili comprende la tribuna dello stadio di calcio in località Fossazzo del comune di Milazzo (516 mila euro), un centro sociale a Casalvecchio Siculo (1 milioni di euro), il campo sportivo di Sant’Angelo di Brolo (1 milione di euro). Si tratta di opere i cui lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi.
 
Andando a scartabellare tra gli importi più incisivi di questa mostra delle atrocità della spesa di denaro pubblico, troviamo 13 milioni di euro nel comune di Petralia Soprana per i lavori di completamento delle infrastrutture nell’area mista (artigianale e industriale) nella frazione Madonnuzza. In questo caso siamo al 90% dei lavori e servirà ancora un milione per chiudere la pratica.
Altri 13 milioni, sempre nello stesso comune per il secondo stralcio dei lavori, per un avanzamento dell’opera pari all’83%, ma serviranno ancora due milioni per chiudere. In entrambi i casi c’è già la fruibilità dell’opera, ma i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione.
 
Nell’elenco degli importi più elevati figura anche il centro agro-industriale del comune di Avola con 22 milioni di euro totale di intervento e 18 milioni necessari per l’ultimazione. Attualmente l’opera si trova al 56% dell’avanzamento, e al momento l’interruzione dei lavori, si legge nel commento dell’Ufficio regionale, non prevede le condizioni per procedere al riavvio. Altri 19 milioni, e 10 per l’ultimazione, figurano nella casella dell’importo per il nucleo integrato Agro-industriale nel comune di San Piero Patti che si trova complessivamente al 38% dei lavori. In quest’ultimo caso i lavori sono risultati interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione.
 
In questo grande elenco parziale delle incompiute siciliane mancano alcune chicche che ormai appartengono all’archeologia infrastrutturale della nostra era. Impossibile non citare Giarre, comune in provincia in Catania, noto per la sua voracità nell’avvio di opere mai completate, visto che se ne contavano più di dieci fino a qualche tempo fa e soltanto adesso, anche a distanza di decenni, alcune sono state convertite e rese fruibili, mentre altre sono finite nel dimenticatoio e nei percorsi artistici dell’Incompiuto siciliano.
 

Articolo pubblicato il 07 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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