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Prevenire le stragi, Scorta civica in piazza per il pm Di Matteo
di Redazione

Consegnate circa 300 firme al prefetto di Palermo per chiedere l'autorizzazione da parte del ministero dell'Interno del cosiddetto bomb jammer, l'apparecchiatura che inibisce l'utilizzo di telecomandi che possano far esplodere bombe a distanza.
 

Tags: Mafia, Nino Di Matteo, Scorta Civica



Sono circa 300 le firme consegnate al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, per chiedere l'autorizzazione da parte del ministero dell'Interno del cosiddetto bomb jammer, l'apparecchiatura che inibisce l'utilizzo di telecomandi che possano far esplodere bombe a distanza.
 
La richiesta del dispositivo a protezione del pm Nino Di Matteo, impegnato nel processo sulla trattativa Stato - mafia, è stata fatta attraverso una petizione promossa dalla “Scorta civica”, composta da un cartello di associazioni e movimenti del territorio che ogni giorno sostano in presidio simbolico davanti al Palazzo di Giustizia per manifestare solidarietà a Nino Di Matteo e al pool di magistrati antimafia che indagano con Di Matteo.
 
La scorta civica si è mossa oggi in corteo dal tribunale fino alla Prefettura per consegnare le firme raccolte al prefetto.
“Noi non vogliamo più subire - si legge in un passo della petizione - e siamo determinati ad agire perché stavolta vogliamo prevenire una strage di cui sentiamo già l'odore nell'aria a Palermo. Stavolta nessuno, soprattutto dentro le istituzioni, avrebbe alibi dietro cui nascondersi per non aver messo in campo tutte le misure possibili per evitare altro sangue”.
 
L'iniziativa precede la “pedalata antimafia” prevista a Palermo per domenica, alle 9.30, con partenza da Piazza Verdi, salvo condizioni meteo avverse, ma soprattutto anticipa la manifestazione nazionale in programma il 12 aprile a Roma, davanti al ministero dell'Interno, “per esprimere la rabbia rispetto alle promesse non mantenute, per il silenzio delle istituzioni, per i macigni posti sulla strada - dicono gli organizzatori - Verità da chi appare volere garantire una scellerata congiura del silenzio durata per venti anni, piuttosto che accompagnare il nostro paese sulla difficile strada della Giustizia”.
 

Articolo pubblicato il 07 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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