Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Ars, riforma Province oggi il voto finale
di Raffaella Pessina

Il governatore a Cracolici: “Perchè chiede l’azzeramento del Governo?”. Busta con proiettili recapitata a Crocetta, clima politico teso

Tags: Ars, Roasrio Crocetta



PALERMO - Riprendono questo pomeriggio i lavori dell’Assemblea regionale, con all’ordine del giorno ben quindici punti. Ma il primo adempimento sarà il voto finale della sofferta riforma delle province che ha tenuto in stallo per molte sedute il Parlamento siciliano.
 
Sulla riforma Pietro Alongi e Vincenzo Vinciullo, di Ncd, hanno chiesto al proprio capogruppo Nino D’Asero una riunione urgente di gruppo da tenere prima del voto definitivo per delineare “chiaramente la posizione del Nuovo Centro Destra, senza indugio alcuno, a partire dalla realtà presente all’Ars”. “Bisogna far chiarezza - chiudono Alongi e Vinciullo - nell’interesse dei siciliani e dello stesso partito, per evitare danni irreparabili”.

Intanto si continua a parlare di rimpasto e Rosario Crocetta ha fatto sapere che, dopo il voto sulla riforma delle province e dei ddl collegati si potrà cominciare a discuterne. Intanto questa settimana il governatore dovrebbe convocare tutti i partiti per trovare un accordo che non lasci scontento nessuno. In merito all’azzeramento dell’esecutivo, suggerito dall’esponente del Pd, Antonello Cracolici, il governatore in questo fine settimana ha commentato così: “Mi spieghino il perchè, visto che noi abbiamo lavorato benissimo. Non si può chiedere l’azzeramento. Si deve capire quanto bene abbiamo lavorato. Partire da zero non mi sembra corretto e non lo faremo”. Cracolici, ha concluso, “può chiedere ciò che vuole, mi interessa poco”. Ed ha chiarito: “Non vi sarà alcun rimpasto generalizzato, ogni posizione individuale va discussa”. Sulle riforme il governatore ha detto che la prossima da approvare sarà quella sulla semplificazione amministrativa.

“È chiaro -ha detto Crocetta - che la burocrazia uccide lo sviluppo. Non possiamo avere una burocrazia che dà pareri in modo discrezionale e fa passare anni prima di concedere un’autorizzazione. Spesso, dietro quelle lungaggini burocratiche, si nasconde anche la manciugghia, la tangente”. Crocetta non risparmia nemmeno Luca Zaia, governatore del Veneto, che aveva, nei giorni scorsi, offerto un tutoraggio alla Sicilia per aiutarla nella macchina gestionale ed amministrativa: “Le cose che ha detto Luca Zaia le doveva dire quando la Lega era alleata con Cuffaro e Lombardo. Adesso che stiamo facendo ciò che va fatto, sono singolari queste critiche. Meglio che pensi agli affari di casa sua”.

Ieri mattina intanto si è diffusa la notizia di intimidazioni a danno proprio del presidente della Regione. Una busta gialla con all’interno un proiettile di fucile militare calibro 7.62, visibilmente arrugginito, è stata recapitata alla presidenza della Regione. La busta, bloccata dai dispositivi di sicurezza di Palazzo d’Orleans, era indirizzata al “Presidente Regione siciliana R. Crocetta”. Dalla questura fanno sapere che stanno monitorando e valutando la situazione. Crocetta ha commentato il fatto sottolineando di essere sotto assedio: “E’ chiaro l’assedio in atto contro di me e il mio governo. Da undici anni del resto vivo sotto attacco - ha proseguito il governatore - e la politica siciliana fa finta di non rendersene conto e molti settori persistono ad attaccare me anziché il malaffare che combatto. Ma io vado avanti, resterò tra la gente, andrò ovunque, ben sapendo che le mie più grandi garanzie, oltre le forze di polizia, sono l’affetto e il sostegno del popolo siciliano”. Solidarietà è giunta da tutti partiti indistintamente, di maggioranza e di opposizione. Anche il presidente dell’Ars ha voluto manifestare la propria solidarietà contro il vile atto intimidatorio: “La Sicilia - ha detto Giovanni Ardizzone - sta vivendo un momento estremamente delicato. è opportuno, da più parti, abbassare i toni e ritrovare la serenità necessaria, per affrontare le numerose e importanti questioni che affliggono la nostra terra e i siciliani. E come classe dirigente dell’Isola abbiamo il dovere di farlo al meglio”. “Purtroppo - ha detto il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi - queste minacce arrivano in un momento durante il quale il clima politico ha raggiunto tensioni esasperate. La critica politica - conclude - va bene fino a quando è costruttiva, mai in nessun caso deve apparire come una incitazione all’aggressione”.

Articolo pubblicato il 11 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐