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Quotidiano di Sicilia

Ars, ddl Liberi consorzi, emendamenti del Governo
di Raffaella Pessina

Ardizzone, presidente Ars, ha comunicato l’esito della Conferenza dei capigruppo. Prima del voto finale, lo consente l’art. 117 del regolamento

Tags: Ars, Liberi Consorzi, Giovanni Ardizzone, Sonia Alfano, Giovanni Barbagallo, Patrizia Valenti



PALERMO - Un passo avanti e due indietro. È quanto succede all’Assemblea regionale in fatto di esserci il voto finale al ddl di riforma delle province. Una specie di atto dovuto, se si considera che tutti gli articoli erano stati esaminati e votati la scorsa settimana. Mancava solo l’atto finale della votazione. Ed invece a sorpresa il Governo ha deciso di riscrivere in una serie di emendamenti praticamente tutto il documento.

Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, in apertura di seduta ieri pomeriggio, ha comunicato l’esito della Conferenza dei capigruppo, durante la quale il Governo aveva presentato la riscrittura di nove dei 12 articoli del ddl, con una ventina di emendamenti presentati dall’assessore alle autonomie Patrizia Valenti. Uno di questi ripropone di abbassare la soglia della popolazione da 180 mila a 150 mila abitanti per la sussistenza in vita del libero consorzio, norma già respinta con una vittoria delle opposizioni durante la votazione dell’articolato. “Nel caso in cui un comune si distacchi dalla sua provincia per andare in un altro libero consorzio - ha detto Ardizzone - la norma stabilisce che non si possa scendere comunque al di sotto dei 150 mila abitanti, si cerca di assicurare la continuità territoriale, è norma di natura politica su cui l’Ars si potrà liberamente pronunciare”.
Gli emendamenti sono stati presentati ai sensi dell’articolo 117 del regolamento interno che così recita: “Prima della votazione finale la commissione, il Governo o un deputato possono richiamare l’attenzione dell’Assemblea sopra le correzioni di forma che siano opportune. L’Assemblea, sentito il proponente dell’emendamento o un altro in sua vece, delibera per alzata e seduta. 2. Sopra gli emendamenti già approvati, che sembrino inconciliabili con lo scopo dell’oggetto della deliberazione o con alcune delle sue disposizioni, possono proporsi le necessarie rettifiche”.

Per alcuni deputati dell’opposizione si tratta solo di un espediente del governo per aggirare il risultato del voto su alcuni articoli che hanno visto il governo ripetutamente sconfitto. Per Marco Falcone (FI) “è un modo becero di stravolgere il risultato del voto in Aula. porremo una questione procedurale perchè ben ventuno norme vengono modificate in modo sostanziale. Ci sono anche due emendamenti aggiuntivi – ha aggiunto Falcone - un fatto irrituale, e mi dispiacerebbe se il presidente dell’Ars si prestasse a questa direi inusuale prassi parlamentare, sarebbe un precedente gravissimo”.

L’Aula è stata quindi sospesa per permettere ai deputati di apprendere il contenuto degli emendamenti. Alla ripresa d’Aula si son alternati ancora una volta i deputati per le considerazioni in merito alle dichiarazioni di voto. In Aula non era presente il Governo.

Intanto Sonia Alfano, presidente della Commissione antimafia europea, oggi alle 10 sarà sentita dalla Commissione antimafia dell’Ars. E’ stata la stessa eurodeputata a chiederlo al presidente Nello Musumeci: “Farò un’analisi – ha detto la Alfano - sulla condizione dei familiari delle vittime innocenti di mafia, dei testimoni di giustizia, dei beni confiscati e della loro gestione sotto amministrazione giudiziaria, dei tagli al comparto della sicurezza in Sicilia”.

Infine Giovanni Barbagallo del Pd diventa parlamentare europeo, primo dei non eletti nella lista del Pd, e già deputato regionale in Sicilia per 4 legislature consecutive ed attualmente sindaco di Trecastagni (Catania). Barbagallo subentra a Francesca Barracciu poichè nominata sottosegretario alla Cultura del governo Renzi.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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