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Recupero crediti a tutti i costi calpestando la privacy
di Emiliano Zappalà

Informazioni riservate in pericolo con chiamate a familiari e vicini

Tags: Privacy



CATANIA - Le pratiche di stalking non sono legate soltanto a situazioni personali o attinenti alla vita privata del singolo cittadino. Esse possono riferirsi in molti casi anche a vere e proprie persecuzioni messe in atto ai danni dei consumatori. Non ultimo il caso, sempre più frequente, delle società di recupero crediti che si impegnano ormai in operazioni scorrette e minacciose, con lo scopo di inibire e spaventare i malcapitati che non sono riusciti a saldare un prestito in tempo. In questi casi, assolutamente illeciti a prescindere dalle possibili mancanze dei morosi, la privacy dei cittadini viene violata anche con telefonate ai vicini, messaggi sul posto di lavoro e metodi spicci e poco teneri.

Quello che però è importante sapere in questi casi è un simile comportamento non è mai consentito dalla legge e che da essi è sempre possibile, nonché doveroso, difendersi. Il Garante della Privacy infatti stabilisce chiaramente quali sono i comportamenti tollerati e quali sono quelli assolutamente vietati e pertanto impraticabili. Ad esempio non è possibile usare le telefonate preregistrate e neanche lasciare sulla porta del debitore gli avvisi di mora, visto che in questo modo si corre il rischio di mettere i vicini e altri condomini a conoscenza di situazioni assolutamente private. Per quel che riguarda i solleciti di pagamento, poi, le regole sono ancora più stringenti. Si tratta di informazioni molto riservate, la cui conoscenza deve, sempre e comunque, rimanere limitata al debitore stesso, nessun altro può esserne messo al corrente.

È quindi severamente proibito, per tutti, comprese le società di recupero crediti, chiamare i familiari, i vicini, il datore di lavoro e informarli dei fatti di cui si sta parlando. E chiaro che i debiti vanno pagati, ma non si può in ogni caso uscire fuori dai limiti e dalle regole. Il settore è molto forte nel nostro paese e ogni anno riesce a superare addirittura i trenta miliardi di euro. Però per ottenere difesa e tutele ci si può sempre rivolgere al Garante con una opportuna segnalazione. In questi casi la legge viene incontro al consumatore.
 
Se le pratiche scorrette dovessero protrarsi nel tempo c’è anche un ultima strada, ovvero quella della citazione in giudizio nei confronti del creditore e delle società; uno strumento utile per ottenere il risarcimento non patrimoniale della violazione della privacy. Per questo, per evitare di dover arrivare a uno scenario del genere, è sempre opportuno, prima di contrarre debiti con chicchessia, valutare con la massima attenzione le società che erogano prestiti e finanziamenti per capire quali potrebbero essere i lati negativi e potenzialmente dannosi e pericolosi.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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