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Quotidiano di Sicilia

Sicilia, Liberi consorzi da 150 mila abitanti
di Raffaella Pessina

Ddl approvato dall’Ars con 62 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti. Il presidente Crocetta: “La politica è un gioco di squadra”

Tags: Antonello Cracolici, Giovanni Ardizzone, Liberi Consorzi, Ars, Vincenzo Gibiino



PALERMO - L’Assemblea regionale siciliana ha approvato martedì sera con 62 voti, 14 contrari e 2 astenuti, il disegno di legge che sopprime le province e introduce i liberi consorzi dei Comuni e tre città metropolitane (Palermo, Catania, Messina). Il testo era stato corretto da oltre venti emendamenti - concordati dalla Presidenza dell’Assemblea con il governo e che avevano fatto slittare il voto finale.
 
Ha dunque tenuto la maggioranza che ha avuto anche il sostegno del Movimento cinque stelle. Un testo che ha subito varie riscritture nel corso di un percorso accidentato nel quale il governo Crocetta era stato battuto più volte. Le ex province restano commissariate ed entro sei mesi dovrà essere approvata la legge che definirà compiti e funzioni dei nuovi enti.

Positivo il commento del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: “Abbiamo costruito un testo a prova di impugnativa del commissario dello Stato”, mentre il governatore in una conferenza stampa ha parlato di “voto significativo, con una maggioranza ampia che legittima un cambiamento storico: si modifica l’assetto delle istituzioni della Sicilia e della sua autonomia. Si sperimenta un nuovo modello di democrazia. E’ solo l’inizio perché la legge dovrà essere affinata; dovrà avvenire un confronto democratico con i sindaci e con il personale delle vecchie province che deve restare tranquillo perchè sarà valorizzato”.
 
Soddisfatto il Pd che, con Cracolici, afferma che “La Sicilia è la prima Regione a superare le province e diventa un punto di riferimento nazionale”. Il coordinatore di FI Vincenzo Gibiino, parla invece di “scandalo: i liberi consorzi saranno carrozzoni ancor più elefantiaci e improduttivi delle province. A cambiare è il nome, una non riforma che non chiarisce ruoli e compiti, che esautora completamente i cittadini e i loro rappresentanti dalla gestione della cosa pubblica”.

Tornando al contenuto della legge appena approvata, con l’emendamento aggiuntivo del Governo, si abbassa la soglia da 180 mila abitanti a 150 mila abitanti per garantire sussistenza dei consorzi in caso di distacco di un comune, mentre resta invariata la soglia minima di 180 mila abitanti per la costituzione. In sede di prima applicazione “il territorio delle città metropolitane coincide con quello delle aree metropolitane individuate con decreto del 10 agosto 95”. Quindi nessun ‘supersindaco’ e nessun potere speciale per i sindaci.

I comuni avranno sei mesi di tempo per decidere se aderire all’area metropolitana oppure al libero consorzio. Previsto il referendum consultivo per i Comuni che vogliono aderire ai liberi consorzi, nonché un referendum confermativo tra i cittadini dei Comuni che intendano aderire ad altro libero consorzio piuttosto che a quello di origine. Gli organi dei liberi consorzi sono l’assemblea, il presidente, la giunta, eletti con sistema indiretto di secondo grado. Restano in carica per 5 anni a titolo gratuito.

Le spese dei componenti dei Liberi consorzi a carico dei Comuni

Le spese relative alle trasferte dei sindaci, come componenti dei liberi consorzi, sono a carico dei comuni di appartenenza. L’assemblea, organo di indirizzo politico-amministrativo dei liberi consorzi, è composta dai sindaci e il presidente viene eletto tra questi dai primi cittadini e dai consiglieri comunali del territorio a maggioranza assoluta dei voti. Se nessuno dei candidati ottiene la maggioranza assoluta si va al ballottaggio.

La sfiducia al presidente del Libero consorzio

Il presidente eletto potrà essere sfiduciato tramite una mozione approvata dalla maggioranza dei consiglieri comunali e dei sindaci del consorzio. La giunta è composta dal presidente e da un numero massimo di otto assessori, nominati dal presidente fra i componenti dell’assemblea del consorzio. Il numero dei componenti della giunta sarà stabilito in rapporto alla popolazione dei Comuni consorziati. La cessazione della carica ricoperta presso il Comune di appartenenza comporta la decadenza dalla carica ricoperta nel libero consorzio.

Hanno votato contro la riforma i parlamentari del gruppo Ncd. Il capogruppo Nino D’Asero ha detto che “era probabilmente il caso di attendere la legge nazionale e non scivolare piuttosto in norme prettamente antidemocratiche quale è quella che istituisce le elezioni di secondo grado: fortemente a rischio di trasformarsi in semplici nomine, sopra le teste dei cittadini elettori. Il governatore Crocetta, nel corso della conferenza stampa di ieri mattina ha detto: “Lasciatemi godere questa bellissima giornata senza parlare di rimpasto. Qualche sassolino però me lo voglio togliere: da venti anni Berlusconi annuncia di volere eliminare le Province, noi non abbiamo governato per venti anni, ma le cose le abbiamo fatte. A volte purtroppo non si capisce che la politica è un gioco di squadra. Con Cracolici i abbiamo svolto più di una mediazione. Voglio ringraziare anche i “grillini”. Il mondo sta cambiando, peccato che c’è gente che ancora non se n’è accorta. L’individualismo di cui mi si accusa io lo riverso nelle mie denunce, non nella politica “.
 
Ieri pomeriggio intanto in Aula si è cominciata la discussione del ddl sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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