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Quotidiano di Sicilia

#RenzAct in 8 punti
di Antonio Leo

Il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ha promesso un sacco di cose: "di tutto, un po'" potremmo riassumere. Dalla vendita all'asta di 100 auto blu fino ai 1.000 euro all'anno in più che dovrebbero ritrovarsi in busta paga i lavoratori con uno stipendio sotto i 25.000 euro annui. Il Cdm ha anche approvato il decreto legge per l'emergenza abitativa

Tags: Renzact, Matteo Renzi, Lavoro, Svoltabuona, La Svolta Buona, Palazzo Chigi



“Avevo detto che la legge elettorale sarebbe stata approvata alla Camera entro il 28 febbraio, è arrivata con 12 giorni di ritardo: scusate. Non importa se erano 8 anni che attendevamo”. Con la solita ironia, Matteo Renzi ha annunciato mercoledì 12 marzo 2014 una serie di provvedimenti, specialmente di natura economica, per alleggerire la stretta della crisi nei confronti delle famiglie italiane e per favorire la ripresa del Paese. Il presidente del Consiglio ha presentato le misure governative, già ribattezzate dalla rete come #RenzAct, attraverso delle slide esplicative. Proviamo a mettere un po’ di ordine nel marasma, tra provvedimenti dal sapore di uno spot (verranno vendute online 100 auto blu) e tagli alle tasse (per adesso solo annunciati).
 
1) LAVORO.
Il Cdm ha approvato la relazione del presidente del Consiglio che individua risparmi per 10 miliardi di euro da destinare a coloro che prendono meno di 25 mila euro l'anno a partire dal 1 maggio. Ancora non ci sono gli atti applicativi, che – assicura il Governo – arriveranno entro il 30 aprile.
 
Matteo Renzi ha stimato che chi guadagna meno di 1500 euro al mese e ha un contratto di lavoro dipendente o assimilato (per “un totale di 10 milioni di italiani”, ha fatto i conti il premier) otterrà “1000 euro netti all’anno” in più.
 
La copertura di questi 10 miliardi, assicura il Governo, è totalmente fatta “sulla base del risparmio di spesa [...] e senza l’aumento di tassazione”. Una cifra compresa tra i 3 e i 7 miliardi di euro verrà ricavata dalla revisione della spesa pubblica. A questo proposito Graziano Delrio ha specificato che sono previsti “solo 3 miliardi di euro dalla spending review” per una questione di prudenza. “Non siamo fantasiosi e non cerchiamo spettacolarizzazione”, ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
 
Dal primo di maggio, inoltre, il Governo si è impegnato a investire 1,7 miliardi per garantire ai giovani (tra i 18 e i 29 anni), entro quattro mesi dal conseguimento del titolo di studi, i lavoro o il proseguimento della formazione.
Sempre restando in tema lavoro, dal primo di giugno sarà istituito un fondo di 500 milioni di euro per le imprese sociali. Renzi si è posto come obiettivo quello di creare entro il 2018 “100 mila posti di lavoro nel settore della ricerca”.
 
2) DEBITI PA.
Entro luglio, ha assicurato il primo ministro (e lo ha anche messo nero su slide), avverrà lo sblocco del pagamento di tutti i debiti rimanenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese creditrici, stimato – con qualche incertezza da parte del Ministero dell’Economia, ha ammesso lo stesso Renzi – in 68 miliardi di euro.
 
3) FONDI EUROPEI.
“Ce lo chiede l’Europa”, si legge in una delle slide diffuse da Palazzo Chigi. Il Governo si è impegnato a sbloccare 3 miliardi di euro di fondi europei, tra fondi di coesione e Pac.
 
4) TASSE.
A partire dal 16 maggio saranno operativi alcuni provvedimenti che riguardano i costi delle imprese: la prima misura annunciata è la diminuzione di un miliardo di costi INAIL, in base all’attuazione di provvedimenti dei precedenti governi. Il costo dell’energia sarà ridotto del 10 per cento per le piccole e medie imprese.
 
La vera notizia, però, è la sforbiciata sull’Irap, la tassa che riguarda le imprese, nella misura del 10%. Il taglio, che partirà dal primo maggio, andrà coperto attraverso l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie, dal 20 al 26 per cento (mentre non saranno toccati i titoli di Stato).
 
Se verrà approvato dal Parlamento, l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26% porrà l'Italia allineata alla media europea e comunque con un'aliquota inferiore alle principali economie dell'Unione Europea.
 
La misura varata dal governo guidato da Matteo Renzi è il secondo intervento su tale materia dopo il riordino definito dall’esecutivo Monti che portò dal 12,50% al 20% la tassazione sulle rendite finanziarie ad accezione dei titoli di Stato che rimangono al 12,5%. L’ex sindaco di Firenze ha precisato che l'aumento dell'imposta non toccherà i Bot people, tra l'altro alle prese con rendimenti ai minimi storici.
 
Nel 2013 l'imposta sui redditi di natura finanziaria e sulle plusvalenze ha generato un gettito di quasi 11 miliardi di euro in robusto aumento rispetto ai 9,2 miliardi dell'anno precedente ed ai 6 miliardi del 2011 (prima del riordino del governo Monti con il passaggio delle aliquote del 12,5% e del 27% all'aliquota unica del 20%). Il premier ha indicato che l'aumento al 26% comporterà un maggiore gettito di circa 2,6 miliardi di euro, valore allineato alle stime recentemente formulate dalla Cgil che indicava 2,5 miliardi con un'aliquota al 25%.
 
5) SCUOLE E TERRITORIO IN SICUREZZA.
All’interno del “pacchetto Renzi” è stato approvato anche uno stanziamento di 1,648 miliardi di euro a favore della lotta al dissesto idrogeologico. Renzi ha annunciato, inoltre, che 3,5 miliardi di euro andranno all’edilizia scolastica: verrà istituita dal primo aprile una “unità di missione” sulle scuole che lavorerà insieme al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
 
6) GARANZIA DEL CREDITO PER LE PMI.
Il Governo ha stabilito un aumento di 500 milioni di euro per rimpinguare il fondo di garanzia per il credito alle piccole e medie imprese.
 
7) AUTO BLU.
Ha tutto il sapore di una norma spot, ma se servirà a dare un segnale alla classe politica ben venga. “Vendesi auto, quasi nuova, colore blu”, si legge nella slide predisposta dall’esecutivo. Dal 26 marzo al 16 aprile, il Governo metterà all’asta – via web - 100 auto blu. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri.
 
8) BUONI PROPOSITI.
Nella testa di Renzi (e nelle slide) ci sono anche una serie di iniziative sulla carta lodevoli, ma che per adesso rimangono nell’orizzonte delle intenzioni. La lista dei desideri prevede: la riforma costituzionale del Senato e lo "stop" alla legislazione concorrente tra Stato e Regioni, l’abolizione del Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro), l’eliminazione delle Province (che in Sicilia, lo ricordiamo, sono state appena abolite e trasformate in Liberi consorzi e città metropolitane), la nomina del vertice dell'Autorità nazionale contro la corruzione (alla guida del quale il presidente del Consiglio ha già candidato il magistrato Raffaele Cantone). È stato annunciato ancora il raddoppio del credito di imposta per i giovani ricercatori (oggi di 600 milioni di euro). Tra le altre promesse: la semplificazione dell’apprendistato e contratti a termine più facili, assegno universale di disoccupazione (misura che il Governo inserisce all’interno di un fantomatico “Nuovo codice del lavoro”, pronto entro sei mesi si legge nella slide) e la tutela delle donne in maternità.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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